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Museo

aldo grassini e daniela bottegoni che accarezzano un'opera

Il Museo Tattile Statale Omero tra passato, presente e futuro.

L’idea

Nel 1985 due persone non vedenti, Aldo Grassini e sua moglie Daniela Bottegoni, viaggiatori, esperantisti ed amanti dell’arte hanno un’idea: creare un museo dove tutto si potesse toccare, stanchi del “Divieto di toccare” diffuso nei musei di tutto il mondo.

La Fondazione

Nel 1986 l’idea trova sostegno in Rosa Brunori Ciriaco, allora dirigente della Regione Marche all’Assessorato Servizi Sociali. Dopo anni di richieste e riunioni il 29 maggio 1993 il Comune di Ancona, con il contributo della Regione Marche e su ispirazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, istituisce il Museo Omero, che inaugura in tre aule della scuola elementare “Carlo Antognini” di Ancona, con 19 copie in gesso di scultura classica e un modellino architettonico. Nel 1997 il Museo si trasferisce con una collezione ampliata presso un’ala delle scuole medie Donatello di Ancona, in via Tiziano.

Museo Statale

Nel 1999 il Parlamento italiano lo riconosce Museo Statale con Legge numero 452 del 25 novembre 1999, confermandogli una valenza unica a livello nazionale. La finalità del Museo, come recita l’articolo 2 della suddetta Legge, è quella di “promuovere la crescita e l’integrazione culturale dei minorati della vista e di diffondere tra essi la conoscenza della realtà”.

Fin dalla sua origine, però, il Museo non vuole essere un luogo riservato alle persone non vedenti, ma uno spazio culturale senza barriere, piacevole e produttivo per tutti.

In base alla convezione sottoscritta dal Comune di Ancona e dal Ministero della Cultura (3 agosto 2001 e modificata il 22 febbraio 2002) e al successivo regolamento, il Museo è diretto da un Comitato di Direzione, in carica per cinque anni, supportato da un Comitato Consultivo.

Alla Mole Vanvitelliana

Nell’estate del 2012 il Museo si trasferisce alla Mole Vanvitelliana di Ancona, sua sede definitiva, occupando uno spazio di circa 3.000 metri quadri su quattro piani, rendendo fruibile una parte della collezione al primo piano, i laboratori didattici, gli uffici, la sala conferenze, il centro documentazione e altri spazi espositivi per mostre ed eventi.

Da settembre 2017 l’intera collezione viene esposta al secondo e terzo piano della Mole, dove oggi sono fruibili oltre 200 opere tra copie in gesso e resina di capolavori classici, modellini architettonici e sculture contemporanee originali. Le sale sono definitive, l’allestimento è ancora provvisorio.

Il 18 dicembre 2021 inaugura la Collezione Design: un nuovo spazio all’interno della Mole, concepito in linea con la filosofia del Museo Omero, come luogo di esperienza multisensoriale, dove conoscere 32 icone del Design italiano. La collezione è donata dall’Associazione “Per il Museo Tattile Statale Omero ODV-ONLUS”.

Prossima tappa: il nuovo e definitivo allestimento della collezione con un percorso innovativo, multisensoriale e tecnologicamente avanzato.

Altre info

Il Museo è parte della Direzione Regionale dei Musei delle Marche del Ministero della Cultura dal 23 dicembre 2014.

Dal 13 luglio 2017 il Presidente del Museo Omero, Aldo Grassini, è componente del Gruppo di lavoro, istituito dalla Direzione Musei del Ministero della Cultura, per la formulazione di provvedimenti inerenti il superamento delle barriere culturali, cognitive e psicosensoriali nei luoghi della cultura di competenza del Ministero (Decreto dirigenziale del 27 giugno 2017). Il gruppo ha redatto le Linee guida per la redazione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A) uscite il 6 luglio 2018.

Il 29 maggio 2018 il Museo ha festeggiato suoi primi 25 anni con alcuni dei principali protagonisti della sua storia e ricordando Roberto Farroni, direttore del Museo dal 2002 al 2011.

Dal 20 agosto 2018 il Museo Omero è ente qualificato per la formazione dei docenti ai sensi della Direttiva ministeriale 170/2016 del MIUR, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, Direzione generale per il personale scolastico.

Il Museo fa parte anche della rete museale Mira – Musei in rete Ancona.

Un’intervista ad Aldo Grassini dove racconta in dettaglio la storia e la nascita del Museo.