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Toccami una Favola!

Favola tattileSabato 3 e Martedì 6 Aprile
Museo Tattile Statale Omero, Ancona.
In collaborazione con la Biblioteca Ragazzi di Ancona.

Invito rivolto a mamme, babbi e bambini … nonni e zii e nipoti!

Un momento speciale per ritrovare la dimensione intima del racconto tra genitori e figli.

Sabato 3 aprile, mattino: ore 10 – 12. Bambini da 1 a 5 anni.
Martedì 6 aprile, pomeriggio: ore 17 – 19. Bambini da 5 a 10 anni.

Le sale del Museo saranno disseminate di storie tattili: favole e filastrocche da leggere e toccare su comodi cuscini.
In laboratorio verranno messi a disposizione diversi materiali con i quali ogni famiglia potrà costruire propria la favola tattile.

Informazioni:

Costo: 6 euro a bambino. Gratuito per genitori, disabili e loro accompagnatori.
Prenotazione obbligatoria.
Telefono: 071 2811935 – email: info@museoomero.it

Link interno:

Le fotografie dell’evento

21 marzo: poesie per mani e per bocca

21 marzo

Domenica 21 marzo ore 17.

Museo Tattile Statale Omero, Ancona.

Un pomeriggio dedicato ai bambini e alle famiglie.
In occasione della Giornata Mondiale della Poesia.

Poesie per mani e per bocca: visita animata e laboratorio

Conosceremo gli abitanti del Museo (Gatti, Veneri, Ippopotami, Lupe, Gabbiani…) attraverso poesie e filastrocche;
Giocheremo con le forme, i materiali, i suoni delle sculture e delle parole;
Infine costruiremo insieme una poesia … ma da toccare! Ruvida… calda… morbida.

Un modo diverso per festeggiare l’arrivo della Primavera!

Informazioni

Costo: 6 euro. Gratuito per disabili e loro accompagnatori.
Prenotazione obbligatoria.
Telefono 071 2811935.
Email: info@museoomero.it.

Il Museo Omero partecipa alla giornata di studio Catalogare e comunicare per i musei

Le tecnologie al servizio dei beni culturali

L’incontro, organizzato dai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi in collaborazione con la Regione Marche e il Sistema Museale della Provincia di Macerata, intende mettere a confronto ricerche, esperienze e pratiche quotidianamente attuate nell’ambito dei musei marchigiani per la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali, sostenute dallo sviluppo delle tecnologie informatiche.

In un contesto regionale caratterizzato dallo stretto rapporto tra museo e territorio, studiosi e professionisti del mondo dell’arte e dei musei locali si interrogano sui possibili scenari di sviluppo della catalogazione digitale, della comunicazione e dei servizi educativi al pubblico. Chi opera in questi tradizionali ambiti di attività, solo apparentemente lontani, oggi grazie alla mediazione tecnologica collabora a far conoscere un’ idea di museo aperto e radicato nella comunità di appartenenza.

In un dibattito teorico-pratico, un’occasione per illustrare le diverse esperienze locali e le scelte fatte per un pubblico sempre più partecipe e consapevole.

Per il Museo Omero parteciperà Monica Bernacchia con un intervento “Museo Omero: accessibilità, comunicazione, promozione.”

Corso Nazionale L’accessibilità al patrimonio museale e l’educazione artistica ed estetica delle persone con minorazione visiva 2010

Giovedì 15 e Venerdì 16 aprile.

Scadenza iscrizione: 10 aprile 2010.
Costo: 80 euro. L’iscrizione al corso è gratuita per i disabili e per 20 docenti di ogni ordine e grado della Regione Marche, grazie al contributo dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.

Il Museo Omero ha organizzato la VII edizione del Corso Nazionale “L’accessibilità al patrimonio museale e l’educazione artistica ed estetica delle persone con minorazione visiva”.

Il corso, concentrato nei giorni di giovedì 15 e venerdì 16 aprile, per un totale di 15 ore, propone a docenti, operatori museali, educatori un momento formativo di alto livello per conoscere le tecnologie, gli strumenti, i metodi e le esperienze nazionali e internazionali nell’ambito dell’educazione dell’arte alle persone con minorazione visiva.

Quest’anno sarà lo scultore Floriano Ippoliti ad apportare la sua esperienza e non mancherà il contributo di un ente museale straniero: Yvette Hatwell e Madame Valérie Chauvey de l’Universitè de Grenoble. Nell’ambito dei servizi educativi per non vedenti, oltre ai contributi di Aldo Grassini e degli operatori del Museo Omero, saranno presenti Loretta Secchi del Museo Anteros di Bologna e Fabio Levi della Tactile Vision Onlus di Torino.

La data di scadenza per l’iscrizione è stata fissata per il 10 aprile. La quota d’iscrizione è 80 euro. Sconto: 20% per i soci Coop Adriatica e per gli associati (ANISA – Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte).

Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Ministero delle Pari Opportunità, della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Ancona. In collaborazione con l’Associazione per il Museo Tattile Statale Omero Onlus e con il contributo dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

Il Laboratorio: Toccare gli angeli. Inediti marmi di Gioacchino Varlè

Mani toccano gli Angeli di Varlè

Indirizzo: scuola primaria e secondaria. Anno scolastico 2009 – 2010

Gli alunni vengono accompagnati nella sala dei modelli architettonici, e vengono invitati a sedersi a terra.
Segue un’introduzione al Museo e presentazione del gruppo / classe.
A questo punto, avvieremo il “gioco del risveglio sensoriale”: i ragazzi indosseranno guanti in cotone o lattice, cercando di risvegliare le proprie sensibilità.
Una volta pronti, i ragazzi verranno accompagnati nella sala greca: qui saranno bendati ed accompagnati nella sala dove è allestita la mostra “Toccare gli angeli”.
Comodamente seduti a terra, verranno coinvolti in un’esperienza multisensoriale: bendati, ascolteranno una musica, assaggeranno del cibo, annuseranno un’essenza profumata, toccheranno una delle opere esposte (ovviamente tramite guanti).

  • Come suona un angelo? (ascolto musica)
  • Che sapore ha un angelo? (assaggio zolletta di zucchero)
  • Che profumo ha un angelo? (annusare vaniglia in polvere)
  • Che faccia ha un angelo? (un batuffolo di cotone sfiorerà i visi, per poi toccare gli angeli di Varlè)
  • Come sono gli angeli di Varlè? (tolgono la benda e osservano le opere esposte).

Di seguito:

  • Chi è Varlè?

Racconto sotto forma di favola della storia di Gioacchino Varlè.
C’era una volta Gioacchino Varlè (Roma, 1731 -Ancona, 1806) … amava lavorare il marmo, decorare l’interno delle chiese, ma anche palazzi pubblici e casa private … amava tanto scolpire con il suo trapano angeli e putti perché “l’angelo fa sorridere la pietra”.
Riflessioni sul tema dell’angelo, scambio di idee, concetti, metafore.

A questo punto, i partecipanti saranno pronti per l’attività in laboratorio.

Laboratorio 01 – (indirizzo scuola Primaria primo livello)

Gli Angeli sono messaggeri… spesso mandano messaggi invisibili…
Proviamo a costruire un messagio tattile … ma che abbia anche un Odore, un Sapore, un Suono.
Scegli a chi indirizzarlo.
Scegli cosa dire.
Ora trasforma il tuo messaggio in materia, in qualcosa che si può toccare, annusare, assaggiare o addirittura sentire suonare… una sola regola… il messaggio deve poter esser “letto” ad occhi chiusi.

Laboratorio 02 – (indirizzo scuola Primaria secondo livello e Secondaria)

Il cherubino è essere immateriale, leggero: le forme soavi e aggraziate sono rese vive dal movimento leggero, senza tempo, dettato da leggi non fisiche.
Il suo è il volo della farfalla, del colibrì, della piuma che fluttua candida nell’aria celeste.
Prendendo spunto dalla frase del filosofo francese Jean Guitton, “l’angelo fa sorridere la pietra”, possiamo anche provare che l’angelo riesce a dar vita alla materia inerte, riesce a farla lievitare in cielo.

Prova ad immaginare il volo di un angelo.
Il laboratorista dovrà inventarsi delle frasi ricche di aggettivi e metafore (leggero ed armonioso come una nuvola …), tali da descrivere un ipotetico volo del cherubino.
Quindi, dal modello letterario passerà alla forma dell’oggetto: queste emozioni dovranno essere traslate o tradotte in fare oggettuale.
In laboratorio, ispirati dalle bellissime e leggerissime strutture / scheletro dei Mobiles di Calder, i partecipanti dovranno costruire – letteralmente dal nulla – una struttura leggera e rivestita con materiali altrettanto leggeri e sonanti, in grado di mantenere, se lanciati in aria, un volo di qualche secondo. Anche il suono, infine, emesso da questi oggetti assemblati ha la sua importanza nel raccontare lo svolgimento del volo … ecco gli angeli, il cui volo allude al mondo delle idee, dove l’apparenza è mera illusione, cangiante come i riflessi dell’arcobaleno.
Ma attenzione … solo il ragazzo più abile ed ispirato saprà far volare il proprio angelo!