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Michelangelo Buonarroti

Pittore, scultore, architetto e poeta, Michelangelo nacque a Caprese (Arezzo) nel 1475 da Lodovico Buonarroti Simoni. Nel 1488, dopo gli studi umanistici, il padre lo portò nella bottega di Domenico e Davide Ghirlandaio. Si formò studiando le opere di Donatello e Jacopo della Quercia per la scultura, e di Giotto e Masaccio per la pittura. Nella sua arte sintetizzò tutti i valori del Rinascimento, preannunciando e preparando per molti versi la nascita del Barocco. 

L’attrazione per la scultura antica lo indusse presto a frequentare il giardino di San Marco, dove i Medici avevano raccolto una notevole collezione di statuaria classica. Lorenzo de’ Medici notò le sue prime prove di scultura e decise di accoglierlo e metterlo a contatto con le personalità politiche e culturali del tempo. In questo periodo realizzò la Madonna della Scala. 

In seguito all’invasione di Carlo VIII, Michelangelo andò prima a Venezia e Bologna, poi a Roma. Qui, tra il 1497 e il 1500, eseguì la più importante delle sue opere giovanili, la Pietà Vaticana, oggi conservata in San Pietro.
Ritornato a Firenze nel 1501, realizzò la gigantesca statua del David, opera di grandissima potenza espressiva, che manifesta la tensione psicologica unita alla forza fisica e morale dell’eroe biblico. Tra il 1501 e il 1505 realizzò anche i due bassorilievi detti Tondo Taddei e Tondo Pitti. 

Nella scultura, la sua arte prediletta, espresse con estremo vigore la sua visione plastica tormentata e drammatica, la stessa che domina nelle sue opere di pittura. Nel 1505 lo chiamò Giulio II e per circa un ventennio fu al servizio dei Papi, che gli commissionarono varie opere, fra cui i due Prigioni, il Mosè, gli affreschi della Cappella Sistina. 

Michelangelo orientò i suoi interessi principalmente sulle componenti plastiche sia nella pittura che nella scultura. Così scrisse in una lettera: “Io dico che la pittura mi pare più tenuta e buona, quanto più va verso il rilievo”.
I recenti restauri nella Sistina hanno, secondo molti critici, messo in luce un Michelangelo “nuovo”, riscoperto nella sua sensibilità squisitamente pittorica per il colore. 

Cacciati i Medici da Firenze, nel 1529 si mise al servizio della Repubblica Fiorentina ricoprendo le cariche di “Magistrato de’ Nove” e “Generale Governatore delle Fortificazioni”. L’anno seguente, caduta la Repubblica, il papa lo perdonò. Riprese i lavori alle tombe di Lorenzo e Giuliano de’ Medici e nel 1534 si trasferì definitivamente a Roma, dove eseguì la Pietà Rondanini. 

L’artista affrontò anche opere di architettura e urbanistica. A Firenze realizzò la Sacrestia nuova di San Lorenzo e la Biblioteca Laurenziana. A Roma progettò la cupola di San Pietro, Porta Pia, palazzo Farnese e sistemò la piazza del Campidoglio. 

Michelangelo fu anche poeta e i suoi versi ispirati dall’amicizia con Vittoria Colonna sono un eccezionale documento della sua tormentata vita interiore (Rime, postume, 1623). 

Morì a Roma nel 1564.