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Opera: Tondo Pitti

Copia di scultura

Tondo Pitti (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
85 cm di diametro
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Rinascimentale

Originale

Autore
Michelangelo Buonarroti
Data
1503 - 1505
Periodo
Rinascimentale
Dimensioni
85 cm di diametro
Materiale
marmo
Luogo
Firenze, Museo Nazionale del BargelloSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Michelangelo ci appare come il più vivace suscitatore di quelli che il Berenson chiamava i valori tattili; vale a dire la facoltà di suscitare con mezzi pittorici il piacere psichico che ci è stato trasmesso dall’esperienza tattile del mondo fisico”. Matteo Marangoni

Michelangelo scolpì il Tondo Pitti in marmo tra il 1503 e il 1505, su commissione di Bartolomeo Pitti; al Museo Omero ne è esposta una copia da calco al vero in gesso, mentre l’originale è conservato presso il Museo del Bargello.
Lo scultore inserisce la scena rappresentata in una forma circolare dal diametro di 85 centimetri. La Vergine Maria è seduta su un gradino a forma di parallelepipedo sulla destra, con il viso rivolto verso lo spettatore ed un libro (forse la Bibbia) aperto sulle ginocchia. La sua figura sembra rientrare a fatica all’interno del cerchio, tanto che la sommità del capo e lo spigolo del gradino sporgono leggermente.
A sinistra della Vergine Gesù bambino è in piedi, appoggiato sulle gambe della madre con il braccio piegato sul libro a sorreggere il peso della testa. Sotto il suo braccio sinistro sbuca la mano di Maria che avvolge il figlio col suo mantello, come a volerlo proteggere. Sappiamo però che l’immagine di Gesù ammantato allude alla Passione e al corpo di Cristo avvolto nel sudario, simbologia rinforzata dalla presenza, sulla fronte di Maria, di una testa alata di Cherubino, simbolo del “dono della profezia”.

Le parti principali dell’opera, come il volto della Vergine o il corpo del Bambino, sono terminate e presentano una superficie perfettamente levigata, mentre altre sono più grezze e ruvide al tatto, mostrando i segni delle gradine (strumenti usati per scolpire il marmo), che testimoniano gli stadi primitivi della lavorazione.
Questo “non- finito” è apprezzabile nel il piccolo San Giovanni Battista, figura appena abbozzata che affiora alle spalle di Maria.

Il Battista pare guardare Gesù, il quale fissa il grembo della madre, che a sua volta si rivolge con gli occhi allo spettatore, generando così una catena di sguardi.
L’opera fa parte di una tipologia di immagini di devozione privata molto apprezzate, dove l’artista accentuava il carattere intimo della scena.