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Relazione di una ricercatrice di Vilnius sulla sua esperienza al Museo Omero

Pubblichiamo la relazione di Dijana Raudonienė, ricercatrice post-dottorato presso Academy of Arts di Vilnius (Lituania) relativa alla sua esperienza di studio e ricerca presso il nostro Museo. La ricercatrice venuta al Museo Omero nell’agosto 2013 per registrare le impressioni di un fruitore non vedente (Loreta) nell’esaminare un’opera d’arte con le dita, ha anche intervistato lo staff sui temi dell’accessibilità all’arte e sull’educazione artistica ed estetica per non vedenti: l’intera esperienza andrà a comporre un video documentario. Il lavoro di ricerca, realizzato nell’ambito del progetto europeo Grundtvig, così come la precedente esperienza di tirocinio di Zsòfia Tettamanti del Museo delle Belle Arti di Budapest presso il nostro Museo, testimonia l’interesse degli operatori culturali europei nel conoscere ed esportare l’esperienza del Museo Omero nei propri Paesi.

Esperienza al Museo Tattile Statale Omero
Dijana Raudonienė
Ricercatrice post-dottorato
Vilnius Academy of Arts
Lituania

Un territorio comune, in cui il fruitore non vedente e il fruitore vedente possano incontrarsi, acquisire esperienze gratificanti ed educarsi, è necessario nel campo dell’arte.
In tale territorio, a una persona con disabilità visiva è garantita la possibilità di un’educazione all’arte, un’occasione di esperienza estetica che è stata a lungo considerata un’accessibilità esclusiva dei vedenti. Il fruitore vedente, a sua volta, si ‘ricorda’ di esser dotato del senso del tatto, ne riscoprirebbe la ricchezza e le specificità, e anche che un oggetto d’arte può essere creato sfruttando non solo le qualità della vista, ma anche quelle del tatto. Tutti questi fattori contribuirebbero al risultato: un’integrazione più efficiente di ipo – e non vedenti.

Ho scoperto questo territorio ad Ancona, dove un lazzaretto del diciottesimo secolo (un luogo di isolamento, dove i malati venivano separati dal resto della comunità) diventa ora un centro d’attrazione della comunità tutta, un luogo di condivisione per eventi vari e rivolti sia ai vedenti sia ai non vedenti. Sono stati interessi di ricerca che mi hanno portata al Museo Tattile Statale Omero, allocato nella Mole Vanvitelliana; lo scopo della mia visita era quello di registrare le impressioni di un fruitore non vedente nell’esaminare un’opera d’arte con le dita. Una giovanissima ragazza di nome Loreta, cieca dalla nascita, ha partecipato allo studio.

Questa intensa pratica di percepire le opere d’arte, sia originali che copie, che è durata quasi due settimane (tutti i giorni dal 9 al 21 Agosto, esclusi i giorni di chiusura del museo), ha portato a dei risultati ‘collaterali’ che potevano essere prevedibili, ma che sicuramente non erano stati programmati. È stato bello avere la conferma che una sempre crescente esperienza di comprensione delle opere cambia l’atteggiamento nei confronti di opere diverse. Loreta ha iniziato ad apprezzare i lavori astratti, quando invece prima ricercava nell’opera solamente elementi riconoscibili che la aiutassero a capire il soggetto rappresentato.

Loreta: Ero convinta che una buona opera d’arte fosse solo quella in cui tutti vedono e riconoscono la stessa cosa. Pensavo che, se nello stesso lavoro persone diverse vedevano cose diverse, allora in quel caso l’artista aveva fallito, e l’opera stessa era un fallimento. Dunque, per me, le opere più comprensibili e valide erano quelle che rappresentano oggetti specifici, animali e persone. Non capivo i lavori astratti, mi sembravano senza senso. Ad ogni modo, ho un’opinione diversa adesso. Ho provato a trovare la mia interpretazione personale delle opere astratte, che non necessariamente coincide con quella degli altri, ho cercato di capire cosa l’autore intenda comunicarmi personalmente con il suo lavoro.

Loreta ed io siamo entrambe felici di questa preziosa esperienza fatta al Museo Tattile Statale Omero, e siamo anche estremamente grate a tutto lo staff del museo per la cordialità, il caldo benvenuto e la disponibilità durante la nostra visita.

Vilnius, 5 settembre 2013

Incontro con Aldo Lo Curto

Da non perdere l’ultimo appuntamento in mostra “Amazzonia Se tu fossi Indio” con Aldo Lo Curto, medico volontario itinerante, creatore della mostra, sabato 18 gennaio alle ore 18.00.
Aldo lo Curto, nella sua instancabile attività di medico volontario, sin dal 1978, ha incontrato e approfondito la conoscenza delle medicine tradizionali e delle diverse culture e realtà in cui si è trovato ad operare, non solo in Amazzonia ma anche in alcuni paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania. Ideatore del manuale sanitario “Indio: manual de saúde”, ad uso delle etnie indigene amazzoniche, per cui è stato insignito del premio internazionale Rolex Award for Enterprise 1993, e dell’Airone d’Argento 1995 per meriti umanitari. La sua testimonianza, non solo di medico, è occasione di conoscenza, riflessione, ed espressione di sensibilità e rispetto verso le tradizioni, i valori delle culture altre.
Durante l’incontro verrà proiettato un breve documento filmato.
Saranno presenti Aldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero, e Leandra Gatto, curatrice della mostra.

Informazioni

Dove: Museo Tattile Statale Omero, Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio 28, Ancona.
Ingresso: libero.
Tel. 071 28 11935
Email: info@museoomero.it