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Mostra “Trame di Legni” di Loreno Sguanci

Foto della scultura in legno di noce africano: Evento 1968

Dal 23 aprile al 26 giugno 2005
Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio, Ancona

La mostra “Trame di legni” di Loreno Sguanci allestita accanto a “La Memoria dell’Antico. D’après L’Antique” conclude la rassegna della Mole dedicata alla continuità della scultura nell’arte.

Dall’intervento critico di Leo Strozzieri:
La ricerca portata avanti da Loreno Sguanci sempre con grande rigore è frutto delle sue captazioni della cultura classico-rinascimentale (giova ricordare che egli è nato a Firenze), e allo stesso tempo di un’apertura alla contemporaneità, vista la sua vicinanza e direi coabitazione con certi assunti linguistici riconducibili all’astrattismo geometrico e alla stessa arte cinetica.

Sguanci tesse l’apologia della geometria e quindi del rigore geometrico, che si traduce in tavole di segni di estremo nitore compositivo. Con la pratica del bugnato sa ottenere felici combinazioni chiaroscurali accentuate da controllati interventi cromatici in grado di far dialogare le varie zone delle superfici dei legni.

Basilare per la ricerca dello scultore è il discorso della luce in virtù della quale i piani scolpiti con disposizione modulare amplificano il cinetismo che potrà essere letto anche a livello tattile. A questo proposito assai significativa appare questa mostra promossa proprio dal Museo Omero: le sculture domestiche di Sguanci, che generalmente sono progetti per opere monumentali, lasciano già intuire per i non vedenti quelle suggestioni spaziali fatte di dialettica tra illusione e realtà, che tutti gli storici che si sono occupati della sua ricerca gli riconoscono.Sensibile da sempre al discorso della riqualificazione urbana, le opere monumentali di Sguanci (si pensi alla nota “Porta a mare” sul litorale di Pesaro) più che essere collocate nello spazio, creano la spazialità non solo fisica, ma memoriale. Ovvero sono segni intanto che dialogano con l’ambiente urbano circostante, e allo stesso tempo si propongono con il loro prezioso bagaglio di memoria storica.

Biografia di Loreno Sguanci:
Nato nel 1931 a Firenze, risiede a Pesaro a partire dal 1952. Diplomato all’istituto statale d’arte della sua città natale, ha iniziato l’attività espositiva nei primi anni ’60 (la sua prima personale fu tenuta nel 1962 alla galleria “L’obelisco” di Roma). Da allora egli è presente nel panorama nazionale con numerose mostre personali (complessivamente ne ha tenute oltre una trentina nelle più importanti città italiane) e con partecipazioni a rassegne di prestigio, quali la Quadriennale di Roma, la Biennale dei giovani a Parigi, Alternative attuali a L’Aquila, la Biennale del Bronzetto a Padova, Volterra ’73, la Biennale di Gubbio, le Biennali d’arte sacra di Pescara, Celano e Fermo, i Premi Michetti, Termoli, Penne, Avezzano.

Notevole è anche la sua attività espositiva all’estero con partecipazioni a mostre di scultura italiana (Chicago, Tokyo, Parigi, Belgrado, Il Cairo, Alessandria d’Egitto). Numerose le opere eseguite per spazi pubblici e luoghi di culto, come la nota Porta a mare sul litorale di Pesaro, il “Grande Pannello” per il Palazzo della dogana di Ancona, la “Grande Scultura” per la collina “Horice”, il “Monumento ai caduti” a Cepagatti (Pe), il “Monumento” di Fermignano (Pu). La sua ricerca si è avvalsa nel tempo di materiali diversi (pietra, metallo, plastica, terracotta e soprattutto legno), sostenuta sempre da una chiara disponibilità alla cultura d’avanguardia, legata ad un rituale operativo ereditato dall’aurea disciplina del Rinascimento italiano.

A fondamento della sua ricerca plastica è un ordine logico con il quale il maestro struttura le sue tavole dei segni che ben si addicono anche ad una lettura tattile delle superfici dell’opera, che si giovano di misurati interventi cromatici in grado di accentuare un cinetismo luministico di rigore quasi scientifico. L’artista è stato anche promotore nella città di Pesaro di importanti eventi culturali nel campo delle arti visive, come le memorabili rassegne dedicate a Cavellini, Dottori, Mirko, Franchina, Consagra e Vedova. Tutti i massimi storici dell’arte hanno scritto sulla sua opera, a cominciare dagli indimenticati Mario De Micheli e Fortunato Bellonzi, ed ancora Crispolti, Di Genova, Ginesi, Del Gobbo, Strozzieri.

Orario visite

tutti i giorni dalle ore 15.30 alle ore 19.30 (su richiesta apertura anche la mattina per gruppi di studenti); domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30; chiuso il lunedì, il 1 maggio. Mercoledì 4 maggio aperto la mattina e il pomeriggio.

Ingresso unico con la mostra “La Memoria dell’Antico. D’après l’Antique”: euro 2,00 intero; euro 1,50 studenti, gruppi (almeno 10 persone); euro 5,00 biglietto famiglia; euro 1,00 scuole; gratuito disabili e accompagnatori, bambini fino a 6 anni. Visite guidate su prenotazione per minimo 10 persone euro 1,00 in aggiunta al biglietto di ingresso. Laboratori didattici per le scuole euro 1,50 ad alunno in aggiunta al biglietto di ingresso, docenti gratuito.

Catalogo: cura di Leo Strozzieri; Costo: euro 5,00.

Informazioni

Museo Tattile Statale Omero, telefono 071.2811935, fax 071.2818358, info@museoomero.it.

Allegato

Corso di formazione e aggiornamento “L’accessibilità ai beni culturali e l’educazione artistica ed estetica per non vedenti 2005”

Seconda edizione.
Periodo: 21 e 22 aprile 2005.
Sede: Museo Tattile Statale Omero, Via Tiziano 50, Ancona.

A chi è destinato

Il corso è destinato ai docenti curricolari e di sostegno delle scuole di ogni ordine e grado, ai responsabili ed operatori dei servizi educativi dei musei e delle soprintendenze, agli operatori museali e del patrimonio, agli operatori del settore dell’handicap.

Finalità

Favorire l’integrazione scolastica e sociale delle persone con minorazione visiva fornendo al personale dei settori interessati le conoscenze e gli strumenti necessari per rendere accessibile il patrimonio museale e promuovere una corretta e significativa educazione all’arte e all’estetica.

Obiettivi

Conoscere le modalità, gli ausili e le tecnologie per favorire l’accesso al patrimonio museale alle persone con minorazione visiva;
Conoscere le principali esperienze nazionali e internazionali di fruibilità del patrimonio museale per le persone con minorazione visiva;
Conoscere le possibilità, i metodi e gli ausili per l’educazione artistica ed estetica delle persone con minorazione visiva;
Conoscere i principali strumenti informatici e ausili per l’autonomia e l’apprendimento delle persone con minorazione visiva.

Programma

Giovedì 21 aprile,
dalle 11.00 alle 13.00; dalle 14.30 alle 19.00.

Diritto alla cultura delle persone con minorazione visiva e tutela dei beni culturali;
L’accessibilità al museo delle persone diversamente abili: aspetti normativi e linee guida;
Per la didattica speciale: rapporti tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Museo Tattile Statale Omero;
Modalità e ausili per l’accesso al patrimonio museale delle persone non vedenti e ipovedenti;
La funzione del Museo tattile;
Ausili per il disegno in rilievo;
Tecnologie e strumenti informatici per l’autonomia e l’apprendimento dei non vedenti.

Dalle ore 21.00 alle ore 23.00 visita guidata del Museo.
In alternativa la visita può anche essere effettuata successivamente.

Venerdì 22 aprile,
dalle 9.00 alle 13.00; dalle 14.30 alle 18.00.

L’educazione artistica ed estetica delle persone con minorazione visiva;
La formazione dell’immagine tattile e la valutazione estetica;
I percorsi didattici del Museo del Louvre per le persone con minorazione visiva (visita guidata alla mostra “La memoria dell’Antico. D’après l’Antique”);
La didattica della pittura tradotta in bassorilievo prospettico del Museo Anteros dell’Istituto dei ciechi “F. Cavazza” di Bologna;
I Servizi didattici del Museo Omero;
Le risorse sulla rete.

Relatori

Monica Bernacchia, Cristina Carlini, Roberto Farroni, Aldo Grassini, Andrea Socrati, Annalisa Transatti, Massimiliano Trubbiani (Museo Tattile Statale Omero), Luigi Calcerano (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), Paolo De Cecco (Tecnologie di aiuto), Cyrille Gouyette (Museo del Louvre), Francesca Piccardi (Centro Tiflodidattico Assisi), Loretta Secchi (Museo Tattile Anteros Bologna), Mario Serio (Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

Note: Il corso è realizzato in collaborazione con il C.S.A. di Ancona e costituisce crediti formativi, riconoscibili ai sensi delle disposizioni vigenti.

Organizzazione

Durata complessiva: 16 ore.
Attestato di partecipazione: almeno 11 ore di frequenza.
Numero minimo di partecipanti al corso: 30.
Numero massimo di partecipanti al corso: 60.
Quota di iscrizione: Euro 35,00.

Modalità di iscrizione

Per l’iscrizione al corso è necessario far pervenire alla Segreteria del museo la scheda di adesione debitamente sottoscritta e compilata in tutte le sue parti e la fotocopia della ricevuta del versamento della quota di iscrizione di euro 35,00 sul conto corrente postale numero 13275607 intestato a Tesoreria Comune di Ancona con causale Iscrizione corso formazione Museo Omero. Il termine massimo per la spedizione è fissato per il 15 aprile. Farà fede la data del timbro postale.

La spedizione potrà essere effettuata tramite fax al numero 071-2818358 oppure tramite lettera al seguente indirizzo:
Museo Tattile Statale Omero, Segreteria Servizi Didattici, Via Tiziano, 50, 60125 Ancona.

Informazioni

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Segreteria Servizi Didattici al numero telefonico 071.2811935 oppure all’indirizzo di posta elettronica didattica@museoomero.it

Conferenza “Il falso più vero del vero”

Veneri

Venerdì 8 aprile 2005 a partire dalle 17,30 sarà possibile trascorrere un piacevole pomeriggio in compagnia dell’arte alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Nell’ambito delle mostre “La Memoria dell’Antico. D’après L’Antique” e “Omaggio a Vittorio Morelli”, il Museo Omero organizza infatti la conferenza dal titolo, intrigante e provocatorio, “Il falso più vero del vero”.

La conferenza condotta da Bruno Mangiaterra, artista e professore dell’Istituto d’arte “E. Mannucci” di Ancona, vuole aprire una riflessione ed una discussione su che cosa può essere considerato vero o falso nella storia dell’arte. “L’opera d’arte, rispetto alla realtà, è sempre e comunque un falso. Tanto più, dunque, è un falso la riproduzione dell’opera d’arte”.

Questa la tesi del docente che però aggiunge: Eppure queste copie della realtà risultano alfine essere più vere della realtà stessa perché diventano altro rispetto ad essa e la raccontano attraverso forme capaci di riassumere l’intero immaginario di una civiltà”. Forme artistiche create da mani cariche di esperienza, abili nel costruire, come lo sono quelle dei non vedenti nel leggere.

La riflessione si tradurrà dunque in esperienza pratica: tutti i presenti e, i non vedenti in particolare, potranno leggere tattilmente alcune stampe a rilievo, portate per l’occasione, e sperimentarsi nella tecnica della calcografia utilizzando semplici strumenti come carta, fil di ferro e un piccolo torchio.

La serata si concluderà, alle 18,30, con la visita guidata alle mostre “La Memoria dell’Antico. D’après L’Antique” e “Omaggio a Vittorio Morelli” in cui sarà possibile continuare l’esperienza di lettura tattile direttamente sulle sculture. I non vedenti, per i quali l’ingresso è gratuito, saranno accompagnati dal Prof. Andrea Socrati, tutti gli altri, al costo ridotto di euro 1,50, saranno guidati da Massimiliano Trubbiani dello staff del Museo Omero.

Bruno Mangiaterra: E’ nato a Loreto (an) nel 1952. Negli anni dello studio pratica frequentemente artisti e critici contemporanei ed espone le sue prime mostre fin dal 1973.Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino,dove la presenza di critici e artisti contemporanei, quali insegnanti, rappresentavano quanto di più alto, tra gli anni 60-70 ,esisteva nel mondo culturale-artistico nazionale ed europeo.
C.Pozzati, A.Boatto, T.Toniato, G.Accame, G.Ballo, P.P.Calzolari, E.Marchegiani, G.D’Agostino, R.Bruscaglia, Ceroli, Aricò, solo per citare alcuni nomi che hanno sicuramente elevato l’Accademia di Urbino tra le più importanti nel panorama italiano.

Numerose le rassegne d’arte personali e collettive a cui ha partecipato promosse da istituzioni pubbliche e private : Palazzo Ducale di Mantova, Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, Sale del Castellare Palazzo Ducale di Urbino, Università di Ancona Palazzo del Rettorato, Museo 2000 Ministero Affari Culturali Luxemburgo, Galleria Studentskog Iziozba Belgrado, Palazzo Rosai Spada Spoleto, Palazzo Dioclesiano Spalato, Biennale d’Arte Contemporanea Premio Marche, Istituto Austriaco di Cultura Roma, Accademia di Belle Arti di Urbino, e in numerose gallerie private a Milano, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Venezia, Genova.

E’ stato segnalato più volte da Giulio Turcato, ha pubblicato libri e cartelle di incisioni con poeti e filosofi contemporane: U. Piersanti, E. De Signoribus, P. Acquabona, P. Volponi, G. D’Elia, G.Cacciatore, P. Venditti, A. Catà.

Si sono interessati al suo lavoro, T. Toniato, M. Apa , G. Verzotti ,G.M. Torri , E. Di Mauro, R.Lambarelli, V. Rubiu, P. Restany, B. Ceci, A. Ginesi, L. Monaldi, V. Erlindo, C. Grassi, M. Rizzo, M. Savini, L. Marucci, G. Perretta, V. Dehò.

Vive e lavora a Loreto (AN) nelle Marche dove è docente di Discipline Pittoriche presso l’Istituto d’Arte di Ancona.