Il sito web del Museo Omero: nuovi standard di accessibilità e funzionalità. Di Roberto Scano, Fabrizio Caccavello, Sauro Cesaretti

Roberto Scano, Fabrizio Caccavello, Sauro Cesaretti

Roberto Scano, Fabrizio Caccavello, Sauro Cesaretti
Esperti in accessibilità progetti web e tecnologie assistive
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Il sito web del Museo Tattile Statale Omero di Ancona (www.museoomero.it), da poco completamente ristrutturato, ha oggi una nuova architettura sia dei contenuti che dell’infrastruttura tecnologica. Si apre così una stagione di grandi innovazioni.
Anche se il precedente sito web era già stato realizzato nel rispetto dei requisiti di accessibilità fissati negli standard internazionali e nelle normative nazionali; in occasione della riorganizzazione generale del progetto web sono state introdotte nuove funzionalità per l’accessibilità, disponibili per tutti gli utenti, ma in particolar modo per le persone con disabilità visiva, nonché caratteristiche per rendere il sito web maggiormente accattivante sotto l’aspetto grafico e interattivo da parte di tutte le tipologie di utenti.
Il progetto è stato realizzato attraverso il sistema di gestione dei contenuti open source WordPress, uno dei più noti al mondo, il cui sistema di amministrazione dei contenuti (backoffice) è accessibile nella sua versione di base. Tutto lo sviluppo pertanto è stato effettuato continuando a garantire l’accessibilità sia degli elementi di backoffice per la gestione sia, soprattutto, per la parte disponibile al pubblico.
Durante la progettazione e la realizzazione sono stati rispettati alcuni requisiti imprescindibili per questo tipo di progetti: rispettare la normativa nazionale in tema di accessibilità dei siti web;rispettare le Linee Guida di Design per la Pubblica Amministrazione emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e dal PEBA della Direzione Musei del MIC per garantire un’adeguata architettura dei contenuti, che potesse essere innovativa, ma allo stesso tempo coerente con quella pubblicata in passato nel precedente sito; garantire un’esperienza utente molto elevata a tutte le persone, soprattutto a quelle con ipovisione di vario genere o con disabilità visiva.
Sono ora i tre progettisti a indicare le caratteristiche innovative del loro lavoro.

Roberto Scano, esperto internazionale in tema di accessibilità ICT e presidente IWA Italy (l’associazione dei professionisti web italiani) e che ha curato la parte strategica nella scelta delle risorse e la verifica finale in accessibilità, afferma che:
“Il sito web del Museo Tattile Statale Omero è un esempio che l’accessibilità per tutti si può fare, senza se e senza ma. Oramai grazie al lavoro di standardizzazione svolto a livello internazionale, al quale ho l’onore di partecipare, il mondo degli sviluppatori ha tutte le regole e gli strumenti disponibili per creare soluzioni di gestione e contenuti accessibili per tutti. L’uso di WordPress, ad esempio, consente di aggiungere ad una conformità del sito consultabile dal pubblico anche una conformità del lato amministrativo, non escludendo quindi le persone con disabilità nella parte attiva di creazione e pubblicazione contenuti. L’accessibilità è quindi un buon principio di sviluppo che, se applicato fin dall’inizio, consente ai professionisti web di creare soluzioni inclusive, che non escludono alcun utente da un museo, da un negozio on-line, da un servizio digitale e in generale dalla partecipazione sociale in rete.”

Fabrizio Caccavello, esperto di accessibilità e di sviluppo di applicativi accessibili, coordinatore di webaccessibile.org, che ha creato le interfacce utente del sito web e coordinato il gruppo di lavoro, non manca di sottolineare che:
“Ogni singola parte delle interfacce che gli utenti utilizzano per navigare il sito è stata attentamente progettata per permettere una fruizione ottimale da parte degli utenti, indipendentemente dalla disabilità.
Abbiamo seguito una strategia di semplificazione delle infrastrutture, cercando di eliminare il più possibile tutto ciò che non è necessario, focalizzando l’attenzione dell’utente solo in ciò che è importante nel contesto.
Particolarmente importante è stato il lavoro di ottimizzazione delle interfacce a vantaggio delle persone con ipovisione, quelle che di solito sono molto penalizzate nella consultazione dei siti web perché le attenzioni dei progettisti sono dedicate alle interazioni visive (con il mouse) e, nei progetti accessibili, alle persone che utilizzano i lettori di schermo. In questo sito invece anche le persone con ipovisione, che normalmente non usano tecnologie assistive, ma navigano con ingrandimenti molto elevati, troveranno agile la consultazione dei contenuti, perché le interfacce si adattano perfettamente ad ogni ingrandimento.
Nonostante le numerose attenzioni rivolte ai requisiti di accessibilità, il sito è stato progettato in modo che l’aspetto esteriore non sia minimamente stato penalizzato, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che si possono fare siti web con altissimi standard di accessibilità senza penalizzare in alcun modo l’estetica.
Un lavoro molto importante è stato fatto nella sezione dedicata alle opere. La catalogazione è stata interamente ripensata rispetto al sito precedente, sia per garantire nuovi standard di accessibilità, sia per permettere al Museo Omero di catalogare le opere in base agli effettivi percorsi di visita presenti fisicamente nel museo.”

Sauro Cesaretti esperto di tecnologie assistive e di sviluppo accessibile, conclude con queste valutazioni:
“Abbiamo utilizzato e sperimentato numerose tecnologie assistive che utilizzano abitualmente le persone con disabilità visiva, in modo da avere il maggior numero di casistiche possibile.
Sono stati implementati specifici comandi (WAI-ARIA) per migliorare l’esperienza utente, sempre facendo attenzione ad evitare la ridondanza di informazioni.
È molto importante, in fase di valutazione e progettazione capire quali informazioni vengono fornite all’utente dai lettori di schermo e quali informazioni devono essere fornite mediante istruzioni specifiche.
Il buon risultato si ottiene, cercando l’equilibrio tra un’informazione completa evitando allo stesso tempo il sovraccarico cognitivo.”
Per questo tipo di valutazione è stato fondamentale il lavoro in team fra progettisti, sviluppatori ed utenti con disabilità, in modo da capire se ciò che viene riportato dalle tecnologie assistive è il risultato atteso da chi ha pensato l’interfaccia.”

È stato un progetto complesso, ma anche un percorso sperimentale che ha permesso di arrivare a un prodotto altamente accessibile, e a un modello che molte organizzazioni similari potrebbero prendere come base per la realizzazione di propri servizi digitali.