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Opera: Uomo che imita i cavalli

Scultura originale

Uomo che imita i cavalli

Originale

Autore
Felice Tagliaferri
Data
2008
Periodo
Contemporaneo
Dimensioni
180 cm in altezza, 80 cm in larghezza, 80 cm in profondità
Tecnica
modellatura a mano libera
Materiale
terracotta
Spazio
'900 e Contemporaneo

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“L’aspetto tattile nella lavorazione e nell’osservazione è elemento fondamentale nella mia esperienza artistica, al punto che l’esplorazione tattile di ogni mia opera rivela dettagli non percepibili con il solo uso della vista”, Felice Tagliaferri.

Uomo che imita i cavalli è una scultura che Felice Tagliaferri, artista non vedente, ha modellato nell’argilla nel 2008.
La statua, alta circa 180 centimetri, poggia su una sottilissima base circolare e rappresenta un uomo in piedi, a dimensioni naturali, addormentato.
Egli indossa un cappello con la tesa circolare ed un lungo e attillato cappotto, chiuso da una cinghia annodata in vita e da bottoni rotondi, che lo ricopre interamente, arrivando a nascondere anche i piedi.
Il bavero della giacca è rialzato, a coprire il collo e parte del mento. Le braccia della figura appaiono sottili, le mani sono strette l’una nell’altra dietro la schiena.
Il viso è largo, con labbra grandi e pronunciate, gli occhi chiusi. I capelli, rappresentati da piatte strisce d’argilla che escono da sotto la tesa del cappello, arrivano fino alle orecchie.

L’uomo è addormentato, anche se in piedi, posizione che ha suggerito all’autore il titolo dell’opera, dal momento che anche i cavalli sono noti per dormire in posa eretta.

Su tutta la superficie della scultura sono presenti le impronte delle ditate dello scultore, che volutamente non ha rifinito l’opera, lasciandole percepibili. Sul cappotto si notano anche dei piccoli riquadri di linee incrociate a griglia, come se Tagliaferri avesse voluto rappresentarne la trama del tessuto grezzo. Allungando la mano sopra il copricapo si può sentire la cavità creata dallo scultore per poter cuocere l’argilla.
Il materiale al tatto si presenta più o meno ruvido a seconda del livello di finitura che lo scultore ha dato alla superficie, che cromaticamente è di colore aranciato, con zone più chiare, tendenti al grigio.

Ascolta l’audio: Felice Tagliaferri a dialogo con Aldo Grassini (Puntata “Toccare l’arte alla radio” dell’11 marzo 2021)