Opera: Testa di Damoxenos

Copia di scultura

Testa di Damoxenos (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
47 cm in altezza; dettaglio della testa
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Mimica del volto umano
Itinerante
Quest’opera fa parte della sezione itinerante.

Originale

Autore
Antonio Canova
Data
1806
Periodo
Neoclassico
Dimensioni
215 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Città del Vaticano, Musei VaticaniSi apre in una nuova finestra

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Due cose dunque alterni il giovane: matita e scalpello. Questi sono gli strumenti che lo guidano all’immortalità”, Antonio Canova.

Nel 1794 Antonio Canova concepisce il gruppo “I Pugilatori”, due sculture che appartengono alla fase di massima tensione espressiva della sua produzione. I “Pugilatori” rappresentano Creugante e Damosseno, due atleti greci, protagonisti di una cruenta storia. Le statue originali, in marmo, si possono ammirare ai Musei Vaticani, l’uno di fronte all’altro, imponenti nei loro 225 e 215 centimetri.

Al Museo Omero è presente un calco al vero in gesso del dettaglio della testa di Damosseno, alto circa 47 centimetri.  Il calco è incluso nella sezione “Bello e Accessibile”.

Il suo aspetto è particolarmente brutale e aggressivo. Ciocche sommarie e spettinate di capelli delineano la fronte. L’ossatura della testa è prominente, la contrazione dei muscoli al centro della fronte segna la collera. Le sopracciglia sono abbassate e ravvicinate, l’incassatura degli occhi è accentuata, gli occhi sono sbarrati e fissano duramente l’avversario. Lo sguardo trasmette disumanità e ferocia. Il naso è dritto e protagonista del viso, le narici sono dilatate. La bocca è serrata con gli angoli rivolti verso il basso. Nel suo volto è disegnata un’espressione violenta e spietata; è un vero e proprio manifesto d’odio.

Ogni due anni nella città di Nemea gareggiavano atleti provenienti da tutta le città della Grecia. Damosseno da Siracusa e Creugante da Durazzo si affrontarono e non essendo risultato nessun vincitore tra loro, fu deciso che entrambi gli antagonisti potessero sferzare un solo colpo all’avversario e concludere il duello. Creugante sferrò un pugno, Damosseno lo percosse con forza al fianco, estraendogli le viscere e causandogli la morte. Il colpo è sleale. Damosseno venne punito con l’esilio dai giudici inorriditi, mentre a Creugante venne eretta una statua alla memoria.

Antonio Canova realizza i due corpi secondo tensioni muscolari di notevole suggestione plastica, racchiudendo nella posa una decisa energia fisica tipica degli atleti. La statua di Damosseno fu commissionata dal governo pontificio dopo l’acquisto della statua di Creugante, per collocarla al suo fianco nel 1806.

Opera attualmente in prestito presso la Rocca Malatestiana di Fano.