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Opera: Statua di guerriero

Copia di scultura

Statua di guerriero (scultura in gesso)

Copia

Dimensioni
145 cm in altezza, 85 cm in larghezza
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano
Itinerante
Questa opera fa parte della sezione itinerante

Originale

Data
500 - 480 sec. a.C.
Periodo
Greco
Dimensioni
145 cm in altezza, 85 cm in larghezza
Materiale
marmo
Luogo
Monaco di Baviera, Gliptoteca di MonacoSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Soli senz’alcun dio Teucri ed Achei così restarono a battagliar. Più volte tra il Simoenta e il Xanto impetuosi si assalirono; più volte or da quel lato ed or da questo con incerte penne la Vittoria volò”, Iliade Libro VI.

Questa scultura è una copia da calco al vero, in gesso alabastrino, di una delle figure che adornavano i frontoni del Tempio dedicato ad Atena Afaia, nell’isola greca di Egina. La Gliptoteca di Monaco conserva ciò che rimane dei due frontoni e delle sculture restaurate dallo scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen.

Il guerriero rappresentato in questa scultura proviene dal frontone orientale, creato attorno il 480 a.C., in pieno periodo e stile arcaico. La figura è incompleta poiché la copia mostra l’opera ancora priva delle ricostruzioni attuate in seguito. Il corpo è totalmente nudo, a parte la testa, coperta da un elmo. La postura è tesa in avanti: la gamba sinistra sta avanzando con un lungo passo ed è flessa, come a sostenere il peso del corpo, mentre il busto si allunga nella stessa direzione. Le braccia sono mancanti, ma dalla ricostruzione fatta dal Thorvaldsen sembra che il sinistro fosse portato in avanti per parare i fendenti dell’avversario, ed il destro dietro il corpo, con una lunga spada, pronto ad infliggere un colpo.

Numerose sculture originali hanno ancora tracce di colore e il modellato della loro muscolatura dimostra una notevole conoscenza dell’anatomia e abilità nel rappresentare le posture e i volumi. Le superfici del nostro guerriero sono, al tatto, ruvide e irregolari. Probabilmente ciò è dovuto alla texture che vi è stata incisa per assicurare un ancoraggio alla patina che faceva da base per il colore.

I due frontoni recavano, al centro, la figura di Atena Afaia e ai lati dei gruppi di combattenti, che probabilmente narravano le imprese troiane degli eroi locali, Aiace Telamonio e Achille, nipoti di Eaco, primo re dell’isola.