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Opera: Rocca Costanza, in legno

Modello architettonico

rocca costanza legno

Modello architettonico

Realizzato da
Istituto Statale d'Arte Mengaroni di Pesaro
Dimensioni
7 cm in altezza, 32 cm in profondità, 32 cm in larghezza; scala 1:500
Tecnica
intaglio
Materiale
legno
Spazio
Medievale e '400
Itinerante
Quest’opera fa parte della sezione itinerante.

Originale

Autore
Luciano Laurana
Data
1474 - 1483
Periodo
Rinascimentale
Luogo
Pesaro

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Ogni grande architetto è – necessariamente – un grande poeta. Deve essere l’interprete originale del suo tempo, della sua epoca, del suo istante”, Frank Lloyd Wright.

Come scritto dall’architetto Frank Lloyd Wright ogni costruzione è figlia del suo tempo. Così Rocca Costanza, imponente opera di fortificazione della città di Pesaro, presenta tutti gli elementi caratteristici di un’architettura militare del 1400, concepita secondo le necessità di una città di pianura: possenti strutture, alte mura, fossato tutt’intorno, ma anche regolarità, geometria ed eleganza.

Il modellino volumetrico, conservato al Museo Omero, è stato realizzato in legno dall’Istituto Statale d’Arte “Mengaroni” di Pesaro nell’ambito del progetto “Arte dentro l’Arte”.

Su una base di legno quadrata, di 32 cm di lato, è rappresentata la struttura nelle sue componenti essenziali e nel suo contesto: un edificio a pianta quadrilatera, circondato da un profondo fossato, con quattro possenti torrioni cilindrici, posti ai quattro angoli e collegati da mura a circondare e racchiudere un cortile interno. Il modellino, privo di ogni particolare e dettaglio, permette la comprensione della forma e dei volumi dell’edificio nella sua interezza.

Un modellino architettonico in acciaio, più grande, accoglie con lo stesso scopo i visitatori all’ingresso di Rocca Costanza.

La Rocca di Pesaro, per tipologia, si avvicina alla Rocca Roveresca di Senigallia e alla Rocca di Ravaldino di Forlì. Deve il nome a Costanzo Sforza, uomo militare e signore della città dal 1473. La famiglia Sforza la utilizzò anche come residenza privata.

Il progetto, iniziato nel 1474 ad opera dell’ingegnere Giorgio Marchesi da Settignano, fu proseguito dal celebre architetto dalmata Luciano Laurana, e poi da Cherubino di Giovanni da Milano, che terminò la costruzione nel 1483.

L’edificio col tempo fu notevolmente modificato e restaurato più volte, passando dal dominio sforzesco a quello dei Della Rovere a quello pontificio e trasformandosi da fortezza militare ad alloggio per le truppe pontificie fino ad essere, dal 1864 al 1989, un carcere.