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Opera: Pantheon

Modello architettonico

Pantheon (modello architettonico )

Modello architettonico

Dimensioni
65 cm in altezza, 137 cm in lunghezza, 95 cm in larghezza; scala 1:75
Tecnica
assemblaggio
Materiale
legno, resina
Spazio
Greco e Romano

Originale

Data
27 a.C.
Periodo
Romano
Dimensioni
45,6 m in altezza, 54,5 m in larghezza, 43,33 m diametro cupola
Luogo
Roma, Piazza della RotondaSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Il più bel resto dell’antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i Romani”, Stendhal, “Passeggiate romane”.

Il modellino del Pantheon di Roma, alto sui 65 centimetri, riproduce l’edificio nei suoi dettagli compositivi, decorativi, e nel colore, utilizzando materiali vari quali legno e resine.

La parte anteriore dell’edificio, il pronao, è rappresentata per intero con 8 colonne bianche in prima fila, 4 in seconda e 4 in terza fila che lasciano uno spazio centrale per accedere al portone principale. Le colonne reggono l’architrave, su cui è riportata la scritta in latino che, tradotta, significa “Marco Vipsanio Agrippa, figlio di Lucio, costruì nell’anno del suo terzo consolato”, cioè nel 27 a.C. Sopra l’iscrizione si apre il frontone, elemento di forma triangolare con tetto a doppio spiovente, su cui erano posizionate decorazioni in bronzo andate perdute.

Oltre le colonne troviamo il portale d’ingresso centrale. Di qui in poi il modellino è in sezione, cioè rappresentato solo per metà in altezza e per intero nella base, così da rendere esplorabili le parti interne. Tramite un avancorpo a forma di parallelepipedo rettangolare, si arriva alla grande aula cilindrica centrale. La pavimentazione si può esplorare per intero e la sua geometria è percepibile anche al tatto: una scacchiera di quadrati in marmo a più colori, decorati internamente da altre figure come il cerchio e il quadrato.

La divisione a metà del modello permette di esplorare sia le pareti esterne, di cui si riesce a percepire la finitura che ricorda il laterizio, che quelle interne, divise in due ordini di decorazioni. Nel livello inferiore si percepisce metà abside collocatanel lato opposto alla porta d’ingresso, affiancata in successione da edicole, cioè una sorta di piccoli tempietti con statue, e da nicchie, cavità semicircolari o trapezoidali con davanti colonne. Nel livello superiore si alternano incavi rettangolari e riquadri geometrici. Anche della grande cupola emisferica si può esplorare l’interno, dove sono chiaramente definiti i cinque ordini di cassettoni, detti lacunari, che prospetticamente si restringono verso il foro circolare sulla sommità della volta, detto oculo.

Come indica il nome stesso, il Pantheon era un tempio dedicato a tutte le divinità romane e sarebbe stato costruito sul luogo dove il fondatore di Roma, Romolo, ascese al cielo colpito da un fulmine durante una cerimonia religiosa. Distrutto da un incendio, il Pantheon venne ricostruito nella sua forma attuale tra il 118 e il 124 per volere dell’imperatore Adriano. Nel 608 l’Imperatore bizantino Foca donò il tempio a Papa Bonifacio IV che lo consacrò al culto cristiano dedicandolo a Santa Maria ad Martyres.

La grande cupola, che ricorda la volta celeste, un tempo era ricoperta in oro. Celebre il suggestivo oculo centrale, del diametro di 9 metri, da dove entra luce e acqua piovana. Luogo simbolo della città di Roma, il Pantheon custodisce al suo interno le tombe dei Reali d’Italia e di alcuni grandi personaggi della cultura nazionale come il pittore rinascimentale Raffaello.

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero