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Opera: Ordini architettonici: Dorico greco, Ionico ribassato, Corinzio gotico

Modello architettonico

Ordini architettonici: Dorico greco, Ionico ribassato, Corinzio gotico (copie in gesso)

Modello architettonico

Dimensioni
colonna dorica 231 cm in altezza; colonna ionica 165 cm in altezza; colonna corinzia 181 cm in altezza
Tecnica
calco
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano

Originale

Periodo
Greco
Luogo
Si apre in una nuova finestra

Descrizione

“L’Architettura è una scienza, che è adornata di molte cognizioni, e colla quale si regolano tutti i lavori, che si fanno in ogni arte“. Vitruvio, da “De Architectura”.

Il Museo Omero ospita tre reinterpretazioni, realizzate a scopo didattico, di colonne appartenenti ai principali ordini architettonici dell’arte greca: dorico, ionico e corinzio.

La prima colonna riproduce le caratteristiche dell’ordine dorico. La colonna, rastremata (affusolata) verso l’alto, ha un fusto robusto caratterizzato da ampie scanalature; il capitello è formato da un anello schiacciato (echino) a cui è sovrapposto un parallelepipedo a base quadrata (abaco). Il cilindro della colonna poggia direttamente sul basamento, detto stilòbate. Questo stile si sviluppa nella Grecia continentale e si diffonde ad Atene sino ad approdare in Italia meridionale: è uno stile semplice, geometrizzante e monumentale.

La seconda colonna riproduce l’ordine ionico. La colonna, più slanciata di quella dorica, è caratterizzata dalla presenza di profonde scanalature, più strette e ravvicinate rispetto allo stile dorico. Il capitello presenta due volute simmetriche, una a destra, l’altra a sinistra, ovvero decorazioni spiraliformi a mo’ di nastri arricciati. La colonna non poggia direttamente sullo stilòbate, ma su una base formata da un anello convesso e uno concavo. Le forme di questo stile, che si sviluppa lungo la costa dell’Asia minore, nelle isole dell’Egeo e in Attica, sono snelle ed agili, con decorazioni minute e raffinate.

La terza colonna rappresenta l’ordine corinzio, caratterizzato da colonne dal fusto alto e snello, con scanalature sottili e ravvicinate, che poggiano su un dado quadrato molto schiacciato (plinto). Il capitello, dalla forma a piramide tronca rovesciata, presenta una tipica decorazione con due ordini di foglie di acanto arricciate, di derivazione egizia. Largamente diffuso in tutta la Grecia dal quinto secolo avanti Cristo, era considerato una variante allo stile ionico; troverà un maggiore utilizzo in età ellenistica, e sarà successivamente utilizzato dai romani.

Nei templi e negli edifici realizzati in epoca romana si trovano frequentemente elementi architettonici differenti miscelati tra loro, seguendo una modalità iniziata in epoca ellenistica. Durante il medioevo, l’uso degli ordini classici fu dimenticato, per poi tornare in auge col Rinascimento.

Foto: Maurizio Bolognini. Archivio: Museo Tattile Statale Omero.