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Opera: Il volo di Icaro

Scultura originale

Il volo di Icaro

Originale

Autore
Umberto Mastroianni
Data
1988
Periodo
Novecento
Dimensioni
53 cm in altezza
Tecnica
fusione, doratura, lucidatura
Materiale
bronzo
Spazio
'900 e Contemporaneo

Descrizione

Il Volo di Icaro è una scultura in bronzo di medie dimensioni: poggiante su una base cilindrica, anch’essa in bronzo, presenta aree di superficie piana dove la materia è completamente tirata a lucido, mostrando il tipico colore del bronzo simil oro, con alto grado di specularità della luce. Queste superfici risultano lisce e gradevoli al tatto. Le altre aree dell’opera, sempre superfici piane ma portate sullo sfondo ovvero in profondità rispetto alle prime, sembrano meno rifinite, lasciate allo stato grezzo; il bronzo qui assume quella tonalità tipica di questa materia quando non lucidata, cioè un colore brunastro, molto scuro. Inoltre, queste superfici non riflettono la luce, anzi la assorbono. Esse risultano cosparse di asperità più o meno lievi, che se non rendono, come le prime, una sensazione gradevole al tatto, tuttavia risultano più affascinanti, proprio per quella varietà casuale delle sporgenze. Quindi due diversi tipi di superficie, due differenti tonalità cromatiche, due comportamenti diversi nei confronti della luce e del tatto. Mastroianni è riuscito nell’intento primo della sua ricerca artistica: materializzare la dinamicità delle cose, la loro energia, la loro struttura. Il titolo dell’opera riporta alla mitologia, alla figura di Icaro e al suo volo. Figlio di Dèdalo, riuscì a fuggire dal Labirinto di Creta, affidandosi alle due ali foggiate con penne e cera, che il padre gli aveva applicato alle spalle, raccomandandogli però di non accostarsi troppo al sole che, col suo calore, avrebbe liquefatto la cera. Icaro non se ne diede per inteso, e gli accadde quello che il padre aveva presagito: la cera si fuse ed egli fece un bel capitombolo nel mare, annegandovi. Certo, si sa che Mastroianni amava giocare con i titoli, ma osservando l’opera sembra di vedere una forma per metà antropomorfa e per metà zoomorfa: una gamba (forse la destra) il cui piede costituisce l’unico punto d’appoggio dell’opera sulla base. L’altra gamba, o quello che sembra, è alzata posteriormente, come se fosse un calciatore preso nell’attimo prima di sferrare un colpo alla palla.

Da questi due elementi partono grandi linee tese e spezzate, che si rincorrono zigzagando sino a quella che sembra una testa, generando così forme appuntite come becchi di uccello. In prossimità della testa spunta una sorta di ventaglio terminante con un piccolo disco, forse una delle finte ali di Icaro. L’intera opera presenta alcuni fori, voluti, che alleggeriscono la forma dando modo allo spazio di qualificarla e di sdrammatizzare l’urto delle masse. Nonostante le medie dimensioni, questa, come quasi tutta l’opera mastroiannea, è scultura monumentale, sembra pronta per un suo ingrandimento e per esser posta come parte integrante di una città. Nota è, infatti, la prolifica produzione di Mastroianni di monumenti ai caduti o dedicati alla pace, presenti in molte città italiane. Dal punto di vista storico, Il Volo di Icaro rimanda, nonostante sia stata prodotta nel 1988, alle esperienze dell’autore legate agli anni quaranta e cinquanta. In quel periodo matura la grandezza di Mastroianni: la sua ricerca, partendo da radici figurative originalmente in dialettica con la scultura antica e rinascimentale, approda ad un vero rinnovamento linguistico della scultura, collegato direttamente alle esperienze delle avanguardie storiche, cubismo e futurismo. Teso verso il proprio originale obiettivo, Mastroianni si sforzerà di dinamicizzare la struttura plastica delle cose, coinvolgendo naturalmente la dimensione spaziale.