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Opera: Idea numero 21

Scultura originale

Idea numero 21

Originale

Autore
Edgardo Mannucci
Data
1974
Periodo
Novecento
Dimensioni
120 cm in altezza
Tecnica
fusione, patinatura, assemblaggio
Materiale
bronzo, vetro
Spazio
'900 e Contemporaneo

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Hiroshima ci aveva fatto capire che tutto era energia”, Edgardo Mannucci.

La tragedia della bomba atomica lanciata su Hiroshima segna profondamente Edgardo Mannucci e la sua produzione artistica: dinamismo, forza ed energia che si spigionano dalla materia caratterizzano le sue opere.

“Idea numero 21”, realizzata in bronzo e vetro nel 1974, è un insieme di movimenti orizzontali e verticali che interagiscono con lo spazio coinvolgendolo nell’opera stessa. Dalla base, un parallelepipedo in pietra su cui poggia un quadrato più piccolo in metallo, nascono tutte le linee di forza che caratterizzano la scultura.
Il centro dell’opera è un fusto verticale alto circa 60 centimetri che, nella sommità, tiene incastonata dentro la sua rete metallica, un pezzo di vetro giallo, ovoidale, levigato e duro: il cuore luminoso dell’opera. Attorno a questo fulcro si muovono tutte le spinte e le linee di forza.
Una fascia metallica, larga circa 12 centimetri, sale dalla base avvolgendo a spirale il fusto centrale. Salendo, si apre e si proietta nello spazio circostante anche grazie all’ampio foro presente sull’estremità superiore. Questa fascia, che arriva fino a 120 centimetri, dona verticalità all’opera. L’orizzontalità è data invece da una seconda linea metallica sottile e leggera, che sale a spirale solo fino a 60 centimetri di altezza seguendo traiettorie più ampie. Nel suo ampio abbraccio include sia la fascia più grande che diversi sottili filamenti metallici con terminazioni grumose che si stringono attorno al fusto centrale.

La superficie metallica risulta al tatto scabrosa, ruvida, polverosa. Sembra accogliere e conservare in sé le irregolarità e i ripensamenti dell’artista che giunge a forme inedite grazie anche alla tecnica della saldatura diretta.

Edgardo Mannucci, scultore marchigiano tra i più autorevoli esponenti dell’Informale plastico europeo, liberatosi dai condizionamenti della figura umana, sul finire degli anni 40, rivolge la propria ricerca verso le infinite possibilità della materia.

L’opera appartiene ad una serie di creazioni che lo scultore denomina “Opere e Idee”, dove compaiono strutture imprevedibili, linee e spinte in un continuo cambiamento, che si delineano nello spazio circostante come provenienti da nuclei generatori di energia. Il materiale prediletto è il metallo, aspro, rugoso, grumoso che sotto le sue mani acquista movimento, leggerezza e delicatezza. L’energia imprigionata nella materia si svincola trasformandosi in moto, i materiali grezzi si riducono a idee pure, infinite.