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Opera: Doccione

Copia di scultura

Doccione (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
92 cm in lunghezza
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Medievale e '400

Originale

Autore
Matteo da Campione
Data
1300 circa
Periodo
Gotico
Dimensioni
92 cm in lunghezza
Materiale
marmo
Luogo
Monza, dalla facciata del DuomoSi apre in una nuova finestra

Descrizione

Il Doccione è un elemento architettonico, quindi funzionale ma allo stesso tempo decorativo, delle coperture delle grandi cattedrali, utilizzato a partire dalla fine del XII sec. Presente soprattutto nelle costruzioni sacre di età gotica, in cui si attua una specie di “risveglio della immaginazione romanica, del vecchio sogno dei bestiari, liberati dall’ordine rigoroso a cui il genio del XII secolo li aveva costretti” (Focillon).

Esso aveva la semplice quanto fondamentale funzione di raccogliere l’acqua piovana proveniente dai tetti e scaricarla in terra, allontanandola dalla stessa struttura.

L’elemento del Doccione venne utilizzato soprattutto nel nord Europa dove, a causa delle frequenti piogge, la necessità di evitare infiltrazioni d’acqua nelle strutture murarie era indispensabile per la stabilità della costruzione.

Una delle principali caratteristiche della scultura gotica, ereditata dalla precedente romanica, era il desiderio di ornare con forme scultoree ogni elemento costruttivo delle imponenti cattedrali: i doccioni assunsero l’aspetto di mostri a bocca aperta con teste di animali fantastici o grottescamente antropomorfi.

Il nostro preso in considerazione proviene dalla facciata del Duomo di Monza, realizzata dall’architetto Matteo da Campione nel XIV sec.

Il lungo elemento che si snoda in direzione orizzontale presenta all’estremità una fantastica testa di drago completa di corna da caprone, con occhi spalancati e denti acuminati, e una barbetta, fatta da peli ispidi, dalla quale partono due forme cilindriche organiche, forse corpi di giganteschi serpenti, che si avviluppano in senso elicoidale lungo il corpo del doccione. La funzione dell’elemento doccione si può definire apotropaica: era normale credenza che questi mostri tenessero fuori dai luoghi sacri il male, in quanto esso si spaventava vedendoli.