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Opera: David di Donatello

Copia di scultura

David di Donatello (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
158 cm in altezza, 61 cm in larghazza, 54 cm in profondità
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Rinascimentale

Originale

Autore
Donatello
Data
1440 circa
Periodo
Rinascimentale
Dimensioni
158 cm in altezza
Materiale
bronzo
Luogo
Firenze, Museo Nazionale del BargelloSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Un David (…)tanto naturale nella vivacità e nella morbidezza che impossibile pare agli artefici che ella non sia formata sopra il vivo.” Giorgio Vasari – Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri (1568).
La statua a cui Vasari accenna in questo passo è il David di Donatello, una scultura a tuttotondo in bronzo, modellata dall’artista tra il 1438 e il 1442, pochi anni prima della partenza per Padova.

La statua, alta 158 cm, rappresenta il ragazzo subito dopo l’uccisione di Golia; David è in piedi, totalmente nudo, a parte i calzari ed un cappello a falda larga, ornato da una ghirlanda, chiamato “petaso”. La mano sinistra poggia sul fianco tenendo un sasso, mentre il braccio destro è lungo il corpo e la mano stringe l’elsa di una spada. Il piede sinistro è poggiato sopra la testa mozzata di Golia, alla base dell’opera, mentre la gamba destra, eretta, regge il peso del corpo. L’anatomia, caratterizzata da una muscolatura poco pronunciata, accentua la sensualità efebica del giovane. Il viso è rivolto verso il baso, gli occhi guardano in direzione della testa di Golia ai suoi piedi, con un’espressione malinconica e compiaciuta al tempo stesso.

Il David raffigurato da Donatello non è stato concepito come un eroe forte e sicuro, (come farà successivamente Michelangelo), ma come un adolescente pensoso, dai tratti quasi femminei. Queste caratteristiche sono volte a rappresentare una bellezza ideale, sia spirituale che fisica. È probabile che Donatello si sia ispirato a qualche scultura preesistente; in particolare l’espressione del viso ricorda quella dell’Antinoo di Palazzo Altemps, che ritrae il favorito dell’Imperatore Adriano.

Commissionato, probabilmente, per abbellire una fontana della Villa medicea a Careggi, il David fu poi collocato da Cosimo de’ Medici nel cortile del suo Palazzo in Via Larga, a Firenze. Alcuni storici hanno avanzato l’ipotesi che si possa trattare non di David, ma di Mercurio, a causa di alcune incongruenze iconografiche: il cappello sarebbe il pètaso (cappello a falda larga tipico dei viaggiatori) del dio, e la nudità non rientra nell’iconografia tradizionale di David. A causa di questa ambivalenza iconografica alcuni critici definiscono l’opera “David-Mercurio”.