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Opera: Cupola Santa Maria del Fiore

Modello architettonico

Cupola Santa Maria del Fiore

Modello architettonico

Dimensioni
112 cm in altezza, 80 cm diametro, scala 1:75
Tecnica
assemblaggio
Materiale
legno, resina
Spazio
Medievale e '400

Originale

Autore
Filippo Brunelleschi
Data
1420 - 1434
Periodo
Rinascimentale
Dimensioni
34 m in altezza, 54,8 m diametro
Luogo
FirenzeSi apre in una nuova finestra

Descrizione

Progettata e costruita da Filippo Brunelleschi dal 1417 sino alla sua morte nel 1446, geniale fu la capacità di approntare gli strumenti atti a portare a compimento il lavoro.

In seguito al concorso bandito dall’Opera del Duomo il 19 agosto 1418, la realizzazione della cupola fu affidata a Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti. I lavori cominciarono nel 1420 e con essi i dissidi fra i due artisti, tanto che nel 1426 il Brunelleschi si assunse tutta la responsabilità dei lavori.

La grande innovazione del Brunelleschi fu l’impiego di una struttura muraria di mattoni a spina di pesce che non richiedesse l’uso di cèntine, dato che non se ne potevano fare di così grandi, e permettesse alla cupola di autosostenersi non solo a costruzione ultimata, ma in ogni fase intermedia.

Prendendo probabilmente spunto dalla cupola romanica del Battistero di Firenze, Brunelleschi adottò una doppia calotta in cui la volta interna di spessore maggiore è irrobustita da otto poderosi costoloni angolari, spessi ben quattro metri, e da sedici costoloni minori: in tutto ventiquattro costoloni ai quali si salda la volta esterna di spessore più ridotto “per conservalla dal umido, e perché torni più magnifico e gonfiante”.

I ventiquattro costoloni sono collegati tra di loro per mezzo di archerecci, che si saldano in una poderosa ma leggera struttura di serraglia al sommo della quale è fondata la lanterna a stella ottagonale. A quest’ultima il Brunelleschi pensò attorno al 1428-30, scegliendo la forma ottagonale dell’anello di chiusura; nel 1432 preparò un modello dal vero, ma soltanto nel 1436 l’Opera del Duomo ne approvò l’esecuzione; il montaggio degli elementi marmorei iniziò nel 1446, anno della morte di Filippo, e si concluse nel 1471.
Collocata nel punto di convergenza dei costoloni, la lanterna li lega pesando sul punto della loro intersezione.

I costoloni, arrivati all’anello di chiusura, girano riquadrando anche in alto i campi di cotto rosso e preparano la piattaforma da cui sorge il primo ottagono della lanterna decisamente arretrato. Oltre la pesante cornice, una corona di nicchie e pinnacoli prepara il rapido convergere della pergamena conica con nervature al punto terminale della palla e della croce.

Dopo la morte di Brunelleschi nella cupola non si ideò nient’altro, salvo il rivestimento policromo del tamburo, forse su disegno suo, e la loggetta al sommo del tamburo che Baccio d’Agnolo progettò fra il 1506 e il 515 con Giuliano da Sangallo, sospendendone poi la costruzione, pare, per un parere negativo di Michelangelo.