Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi

Incontrare Otello Giuliodori

Incontrare Otello Giuliodori

Giovedì 27 Maggio ore 17,30
Museo Tattile Statale Omero

Il Museo Omero intende rendere un doveroso omaggio all'Uomo e all'Artista Otello Giuliodori, con un giorno di grande festa voluto per testimoniargli la gratitudine e l'affetto della sua città, Ancona.

Alla presenza del Maestro sarà proiettato un video "Otello in arte Amleto", documentario inedito di Fabio Manini sul grande artista.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. L'ingresso è gratuito.

Roberto Farroni, Presidente del Museo Omero: "Le sue figure dipinte, cariche di umanità, incisive e indimenticabili icone, e i paesaggi vibranti di materia, di luce e di colore manifestano la grande arte di un solitario protagonista del Novecento. Incontrare ora Otello Giuliodori può essere un dono prezioso e inaspettato. Nella sua intensa pittura e nella sua avvincente testimonianza, di nuovo, ritroveremo, con stupore, le intime tenerezze, le atroci distruzioni e le sofferenze mortali, le rinascite e i bagliori della ribellione, la vita e l'amore, le sensuali passioni e i sogni. Incontrare Otello Giuliodori sarà come piangere, sorridere, riconoscersi."

Il Museo Omero e la città di Ancona celebrano l'artista con la sua nostalgia di un linguaggio pittorico pieno, allora come ora, carico di suggestioni, colori, luci, ombre ed esperienze di vita.

Biografia Otello Giuliodori: pittore, restauratore, ex insegnante delle scuole medie Tommaseo e del liceo scientifico Luigi di Savoia, è un artista versatile, passato dal manierismo all'espressionismo dopo gli eventi bellici cui ha partecipato dal 1939 al 1945, pur continuando a dipingere e a esporre (Palazzo Barberini a Roma e Triennale di Milano nel 1942).
Fin da giovanissimo Giuliodori dimostra spiccata attitudine per la pittura e riesce ad acquisire discrete capacità tecniche frequentando gli studi di diversi artisti. Frequenta la Scuola d’Arte di Perugia e inizia a partecipare a varie mostre; si trasferisce a Roma e, a 22 anni, è assunto come collaboratore per restauri di pittura e architettura dall’architetto Tornaghi di Milano per i lavori di Palazzo Ferretti.
Nel 1932 partecipa, dopo rigorosa selezione, insieme a Carrà, Carena, Mafai, Sironi e altri alla 1ª Nazionale del Parterre di San Gallo a Firenze ed è iscritto all’Archivio storico di Venezia.
Nel 1936 è presente alla Quadriennale e continua con successo la partecipazione a mostre regionali e nazionali.
Nel 1938 si diploma all'Istituto superiore d'Arte di Urbino e l'anno successivo è richiamato alle armi dove resta fino al 1945 quando torna in Italia dopo essere stato prigioniero in campi di concentramento in Polonia e Germania. Nel frattempo, il suo atelier di Palazzo Ricotti, nel cuore antico di Ancona, era stato distrutto dai bombardamenti di Ancona del 1943 e poche opere si salvarono: tra queste l'Angelo biondo del 1935, attualmente alla Pinacoteca di Ancona.