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Opera: Suonatrice danzante di flauto

Copia di scultura

Suonatrice danzante di flauto (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
125 cm in altezza, 55 cm in larghezza, 46 cm in profondità
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano

Originale

Data
II sec. d.C.
Periodo
Romano
Dimensioni
125 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Berlino, Pergamon MuseumSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Sempre ci è cara la cetra, le mense e le danze” Odissea, Libro VIII, verso 248

Suonatrice danzante di Flauto è una scultura in marmo del secondo secolo d.C. ritrovata a Roma e attualmente custodita al Pergamon Museum di Berlino. Presso il Museo Omero ne è esposta una copia da calco al vero in gesso.

La scultura è alta 120 centimetri e rappresenta una donna, priva di testa e braccia nell’atto di danzare, mentre suona, presumibilmente, un flauto.

Il corpo, morbido e flessuoso, disegna una curva che dal fianco sinistro, dove ancheggia il bacino, sale fino alle spalle spinte sulla destra: dalla direzione di quest’ultime intuiamo che le braccia e il flauto mancanti si allungavano sulla sinistra sopra il fianco sporgente. La gamba destra è leggermente piegata al ginocchio e il piede poggia appena la punta a terra. Questo è rivestito da un sandalo infradito.
La suonatrice è avvolta in un chitone, una tunica di stoffa leggera indossata nella Grecia antica, lungo fino alle caviglie, ricca di pieghe, e stretta sotto i seni da una cintura. L’abito scopre in modo sensuale la spalla ed il seno destro.
Dietro la gamba sinistra è presente un tronco che funge da sostegno.
L’originale, in marmo è di colore bianco, colore riproposto anche nella copia in gesso, che al tatto è liscia e tiepida.
Il panneggio, che forma pieghe fitte e sottili, ha fatto ipotizzare che si trattasse della statua di una baccante (seguace del dio Bacco). Queste però di solito presentano movimenti più impetuosi ed energici, mentre la danza di questa fanciulla appare comunque calma e aggraziata.
Il confronto con altre opere e la ricostruzione iconografica hanno reso possibile identificarla come una suonatrice danzante di flauto, nonostante l’assenza della testa, delle braccia e del flauto.
La scultura da cui è stata tratta questa copia è una riproduzione romana del secondo secolo d.C., rinvenuta a Roma nel 1874, copia da originale in bronzo ellenistico del secondo sec. a.C..
Questa scultura ha anche una copia gemella in marmo greco ritrovata nel 1913 in frammenti e priva di testa e dei due avambracci nei pressi della villa dell’Imperatore Adriano a Tivoli e oggi conservata a Roma, nel Museo di Palazzo Massimo. Rimane comunque ignoto il nome dello scultore.

 

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero