Opera: Statua di Aulo Metello

Copia di scultura

Statua di Aulo Metello (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
170 cm in altezza, 70 cm in larghezza, 90 cm in profondità
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano

Originale

Data
91 a.C.
Periodo
Etrusco
Dimensioni
170 cm in altezza
Materiale
bronzo
Luogo
Firenze, Museo ArcheologicoSi apre in una nuova finestra

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Ad Aulo Metello figlio di Vel e di Vesi, l’assemblea eresse questa statua, grazie al versamento di pubblico contributo”. Queste sono le parole incise sulla toga indossata dal soggetto di questa statua.

Il ritratto di Aulo Metello, di cui il Museo possiede una copia in gesso, rappresenta un raro esemplare di scultura intatta e originale di matrice culturale etrusco-romana e testimonia la maestria degli antichi scultori e artigiani etruschi nella creazione di opere e manufatti in bronzo.

Il corpo dell’uomo (alto 170 centimetri), in posizione eretta è impercettibilmente proteso in avanti con il busto; il braccio destro è sollevato e proteso in avanti, in un gesto frequente nell’oratoria, usato per salutare la folla. Il movimento è sottolineato dalla mano, volutamente grande più del normale. Luigi Lanzi gli attribuì il titolo “l’Arringatore“, per via della posa da oratore che lo caratterizza. Al dito anulare della mano sinistra si nota un importante anello, testimonianza del suo alto rango sociale.

L’abito è tipicamente romano: tunica, toga e calcei ai piedi, uno stivaletto in cuoio. Sul lembo inferiore della toga si nota l’iscrizione incisa di tre righe, una sorta di dedica al defunto Aulo Metello, fatta da parte di una magistratura, il che ci fa presumere che l’Arringatore fosse un uomo politico o comunque legato alla politica.
Il volto è realistico e umano, concentrato e solcato dalle rughe, privo di idealizzazione.

Sono tutte particolarità che fanno classificare quest’opera come appartenente alla tipologia scultorea romana della Statua onoraria togata, tipica dell’età repubblicana.

Ritrovata nel 1566 a Sanguineto, sulle rive del lago Trasimeno, entrò subito a far parte della collezione del Granduca Cosimo de’ Medici.