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Opera: Senza titolo (numero 7)

Scultura originale

Composizione numero 7

Originale

Autore
Roberto Papini
Data
1990-2011
Periodo
Novecento
Dimensioni
71 cm in altezza, 31,5 cm in larghezza
Tecnica
assemblaggio, pittura
Materiale
legno, metallo, specchio
Spazio
'900 e Contemporaneo

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Quello che mi ha spinto un po’ – anzi non un po’ ma molto – è stata la musica. La musica classica vedendo gli spartiti scritti con le note, i pentagrammi, mi ha ispirato nel fare queste tavole, questi segni che racchiudono questa sinfonia…” Roberto Papini.

L’opera dell’artista anconetano Roberto Papini denominata “Senza titolo numero 7” è una tavola molto interessante, fatta negli anni 80 e conservata al Museo Omero.
Di forma rettangolare, alta 71 centimetri e larga 31,5, cromaticamente gioca sui toni del grigio, argento e nero. A differenza delle altre tavole, questa non è solo da definirsi quadro tattile, ma meglio tavola sonoro-tattile.

Roberto Papini si serve dei materiali di recupero come specchi, metalli e legni, ma per l’effetto sonoro riutilizza la cassa armonica in legno di una chitarra, le relative corde in metallo e le meccaniche, cioè gli ingranaggi che servono ad accordare lo strumento agendo sulla tensione delle corde. Se pizzicate queste corde producono il suono tipico della chitarra.

Toccando l’opera dall’alto al basso si percepiscono 6 meccaniche attorno alle quali sono fissate altrettante corde metalliche, tese alla perfezione fino a quando con l’aiuto di chiodi vengono riavvolte, incastrate, aggrovigliate come a imitare un ricamo perfetto che si oppone alla linearità percepita fino a prima.
A fare da sfondo a questo susseguirsi geometrico di corde, vi è una tavola di legno, prima lavorata con una fila di sette cerchi pieni che si ripetono e poi altre due file con sette cerchi vuoti.

Scendendo con gli occhi e con le mani la tavola acquista un valore diverso, sembra lavorata con un punteruolo, senza più seguire un ritmo regolare.
Si ha la percezione di leggere un pentagramma, dove ogni cosa è al suo posto per una ragione ben precisa, così come vuole la musica.
La passione per questa arte era pari alla passione per la pittura e la scultura, tanto che il gatto bianco e nero di Papini, suo fedele compagno domestico, portava il nome di Caruso.

Papini ha vissuto la guerra mondiale in prima linea e tra i tanti insegnamenti, ha ricevuto quello di rispettare il prossimo e non sprecare nulla, motivo per il quale, nel tempo, custodiva e selezionava gli oggetti più vari, che per i più potevano finire soltanto nella spazzatura.