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Opera: Per l’amico Paccagnini

Scultura originale

Per l'amico Paccagnini

Originale

Autore
Alik Cavaliere
Data
1993
Periodo
Novecento
Dimensioni
40 cm in altezza, 78 cm in larghezza, 40 cm di profondità
Tecnica
fusione, patinatura, doratura
Materiale
bronzo, ottone
Spazio
'900 e Contemporaneo

Foto: Maurizio Bolognini. Proprietà: Archivio Museo Tattile Statale Omero.

Descrizione

“Nessun artista, nella scultura del Novecento, ha scolpito il mondo della vegetazione e, per essere più precisi, l’universo verde delle foglie, dei frutti, dei cespugli, degli arbusti, degli alberi, come Alik Cavaliere”, Elena Pontiggia.

L’opera, una piccola scultura in bronzo e ottone, alta 40 centimetri, è stata realizzata a da Alik Cavaliere nel 1993.

Al centro di un liscio e lucido disco di ottone, supporto e parte integrante dell’opera, spunta la cima di un piccolo tronco d’albero, in bronzo, da cui nascono e si aprono nello spazio tre rami con foglie patinate di verde e ramoscelli più piccoli. Sulla base, vicino al tronco, è appoggiata una mela tonda, regolare e dorata, con il picciolo e una foglia, che sembra esser stata colta da poco.

Al tatto emerge la bellezza del contrasto tra la naturale ruvidità dei rami, dalle pungenti irregolarità, e delle foglie, ricche di venature, con la levigatezza uniforme della superficie della mela, piena e pesante: il frutto infatti può essere preso in mano e soppesato. L’opera, realizzata con l’antica tecnica della fusione a cera persa, sembra tanto reale quanto appartenente a un altrove fantastico.

Il tema della Natura è forte e vivo nell’artista. La Natura come ciclo senza fine di nascita e morte, come mistero e infinito; l’immensità è racchiusa nelle piccole cose, come in un frutto che nasce da un albero. Cavaliere racconta una Natura viva, che fiorisce, che produce, ma nello stesso tempo una Natura artificiale, privata della sua origine e funzione, trasformata, elevata ad opera d’arte, resa eterna.

La riflessione sul rapporto Uomo e Natura è al centro della produzione di Alik Cavaliere, artista originale ed eclettico, non iscrivibile ad alcuna corrente artistica, che spazia tra tecniche materiali dando vita a una poliedrica produzione. Sempre alla ricerca di nuove forme di espressività utilizza una pluralità di materiali, scelti per qualità tattili e per esigenza narrativa: legno, bronzo, cemento, pietra, ceramica, plastica, vetro, acqua e tanti altri.

“è la curiosità che spinge lontano, che allarga i nostri orizzonti fisici e mentali e fa perdere l’uomo, in ogni istante, lungo il tortuoso sentiero della ricerca”, Alik Cavaliere.

Audio: Alik Cavaliere l’uomo e la natura. Monica Bernacchia intervista Fania Cavaliere (Puntata di “Toccare l’arte alla radio” del 18 marzo 2021)

Approfondimenti: Centro artistico Alik Cavaliere