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Opera: Fauno danzante

Copia di scultura

Fauno danzante (scultura in gesso)

Copia

Dimensioni
143 cm in altezza
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano
Itinerante
Quest’opera fa parte della sezione itinerante.

Originale

Data
150 - 200 a.C.
Periodo
Greco
Dimensioni
143 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Firenze, Galleria degli UffiziSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“… questo nostro Fauno, figurato in età virile, e robusta, e con aria di testa, e fattezze di corpo, quali ad un rozzo abitatore di selve si deono. Le corna che porta in fronte sono il distintivo… L’attitudine del corpo è in figura di esercitarsi in que’ balli satirici”.

Con queste parole Paolo Alessandro Maffei nella “Raccolta di statue antiche e moderne” descrive il Satiro danzante, detto “De’ Medici” perché appartenuto all’omonima collezione. Si tratta di una copia romana, scolpita nel marmo, da originale in bronzo del 200 circa avanti Cristo. Il Satiro era parte di un gruppo scultoreo intitolato “Invito alla danza”(presente dal 1588 nella Tribuna degli Uffizi).

La figura del fauno (alto 143 cm), totalmente nuda, è concentrata nella danza. Il braccio destro sollevato e piegato nel gomito, il braccio sinistro lungo il fianco e flesso. In mano gli strumenti musicali che accompagnano la danza, i cimbali, due dischi in bronzo poco più grandi della mano che venivano percossi tra loro. La gamba destra è piegata perché poggia sul kroupezion, un sandalo in legno utilizzato per scandire il tempo nella danza; alla suola veniva attaccata una lastrina di metallo per rendere il suono prodotto più forte e chiaro. A fianco della gamba sinistra distesa troviamo il puntello dell’opera a forma di tronco d’albero. La testa è in avanti e leggermente piegata verso il lato sinistro.

L’opera presenta un lavoro attento al dettaglio naturalistico. L’anatomia è ben studiata e i muscoli sotto sforzo sono riprodotti con grande cura, così da rendere armonioso il risultato finale. Il volto è caratterizzato da lineamenti marcati e grezzi: zigomi e arcate sopraciliari sono molto sporgenti, rughe profonde segnano il volto enfatizzando la risata quasi isterica che anima la mimica facciale di questa maschera. La capigliatura è formata da ciocche corte e ispide, che sembrano celare le orecchie a punta e due piccole corna che sulla fronte del satiro.

Approfondimento sulla figura mitologica del Satiro.
Il Satiro è una figura della mitologia greca, che abita boschi e montagne. È personificazione della fertilità e della forza vitale della natura, connessa al culto dionisiaco. I satiri sono generalmente raffigurati come esseri umani barbuti con caratteristiche animali, come le corna, la coda e le zampe di capra. Vengono rappresentati come esseri lascivi, spesso dediti al vino, a danzare con le ninfe ed a suonare il flauto. Il loro principale esponente era Sileno, una divinità minore associata alla fertilità (come Priapo ed Hermes).

Opera acquistata con il contributo di Arcus Spa, appartenente alla Sezione itinerante (tema: Il Movimento).

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero