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Opera: Estasi di Santa Teresa

Copia di scultura

estasi di santa teresa (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
25 cm in altezza, 33 cm in larghezza; dettaglio
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Mimica del volto umano

Originale

Autore
Gian Lorenzo Bernini
Data
1647 - 1652
Periodo
Neoclassico
Dimensioni
350 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Roma, Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria

Descrizione

L’intera opera raffigura l’estasi di Santa Teresa d’Avila ed è collocata sopra l’altare della Cappella funeraria commissionata dal Cardinale Federico Cornaro a Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680).

Santa Teresa, al secolo Teresa de Cepeda y Ahumada (Avila 1515 – Alba di Tormes 1582), mistica carmelitana spagnola, condusse in convento una vita di intensa penitenza in mezzo a grazie mistiche.

La sua attività dedicata alla riforma dell’ordine carmelitano la porta a fondare un monastero (Avila, 1562). Della sua dottrina mistica sono documento le sue opere scritte: in questo caso il complesso scultoreo berniniano traduce fedelmente in immagine l’esperienza mistica descritta nel “Libro de su vida” (1562 – 1565).

Il corpo abbandonato della Santa è adagiato su una nuvola, immerso nel turbinìo della veste mirabilmente modellata, colpito dall’amore divino: dalle labbra dischiuse escono “deboli gemiti” e “piccoli gridi” provocati dal dolore soave. Dalla parte opposta un angelo dal viso dolce e con la testa reclinata ha in mano un “lungo dardo d’oro” con il quale sembrava alla Santa che le “ferisse il cuore e penetrasse fino alle viscere”, lasciandola “tutta ardente di grande amore di Dio”.

La rappresentazione dell’estasi della Santa è completata da altre presenze decorative, sempre ideate dal Bernini, nel complesso della Cappella Cornaro: sulla volta è affrescato il “Paradiso”, sul pavimento due scheletri intarsiati, sulle pareti laterali due altorilievi di marmo policromo raffiguranti dei palchi di teatro con i componenti della famiglia Cornaro che si affacciano proprio per assistere a quella “sacra rappresentazione” che è l’estasi di S.Teresa.

Arte come teatralità: l’Estasi di S.Teresa di Bernini è tutt’oggi studiata per le sue movenze mistiche e sensuali insieme, per l’altissima qualità plastica, fluida e mai spigolosa, e anche per capire che il complesso scultoreo è il punto focale ma anche riflettente di tutto lo spazio della Cappella che Bernini organizzò attorno alla scultura.

Infatti, solamente analizzando quella complessa macchina rappresentata dall’unione di architettura, scultura, pittura, intarsio e, valore importantissimo, la luce, si capisce come il gruppo scultoreo principale, se tolto da questo contesto, perda quella caratteristica visionaria ed emotiva. Il vano della Chiesa si trasforma in palcoscenico e platea insieme, area dove prendono vita diverse finzioni e visioni. Uno spazio, questo della Cappella Cornaro, congestionato da una ridda di elementi che provocano violentemente e suggestionano i livelli della percezione del fedele – spettatore, facendogli vivere una sorta di visione mistica – incubo – spettacolo teatrale dove è lui stesso l’attore principale.