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Opera: Cattedrale San Ciriaco, modello volumetrico

Modello architettonico

opera Cattedrale San Ciriaco modello volumetrico(modello architettonico)

Modello architettonico

Made by
Fabio Ridolfi
Dimensioni
30 cm in altezza, 72,5 cm in lunghezza, 60 cm in larghezza; scale 1:250
Tecnica
incisione, intaglio, assemblaggio
Materiale
legno
Spazio
Ancona

Originale

Data
1189 - 1263
Periodo
Romanico Gotico
Dimensioni
57,27 m in lunghezza, 49,63 m in larghezza
Materiale
pietra bianca del Conero
Luogo
Ancona, Colle GuascoSi apre in una nuova finestra

Descrizione

E’ un armonioso e articolato organismo romanico a croce greca, con influenze bizantine ed elementi gotici, che riflettono il lungo periodo di costruzione compreso tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo.

San Ciriaco sorge sopra il basamento di un tempio di tipo italico eretto, secondo le ultime ipotesi, tra il terzo e il secondo secolo avanti Cristo e probabilmente dedicato ad Afrodite Euplea, protettrice della buona navigazione. Su tali fondamenta venne innalzata nel secolo sesto una basilica a tre navate dedicata a San Lorenzo e, sul finire del nono secolo, fu sopraelevato il presbiterio e sistemata l’abside.

Nel 1017 vi furono trasferiti i corpi dei santi Marcellino e Ciriaco. Tra la fine del secolo undicesimo e la prima metà del dodicesimo la chiesa venne ampliata e trasformata a croce greca; nel secolo tredicesimo furono aggiunti il portale e il protiro. Tra il secolo tredicesimo e il quattordicesimo l’antico titolo di San Lorenzo venne sostituito da quello del vescovo e martire Ciriaco, patrono della repubblica marinara.

La facciata tripartita è preceduta da ampia scalinata, al sommo della quale s’innalza il protiro romanico-gotico, dall’arco a pieno sesto sorretto da quattro colonne, delle quali due poggianti su leoni di granito rosso di Verona e due, aggiunte dal Vanvitelli, sul loro basamento.
Nel sott’arco, ai lati, ci sono quattro rilievi che rappresentano i simboli degli evangelisti. Esso precede pure il portale romanico-gotico, di pietra bianca e rossa del Cònero, anteriore al protiro e da alcuni attribuito a Giorgio da Como (1228); ha una profonda strombatura ed è adorno di fasci di colonne reggenti archi ogivali nei cui giro sono busti di santi ed animali.

Al di sopra del protiro si apre un grande rosone e, ai lati, due piccole monofore; in alto corrono fasce di archetti pensili, elemento decorativo presente anche sui fianchi e nella parte posteriore della costruzione. Dai fianchi sporgono i profondi bracci laterali, anch’essi tripartiti, con al centro un’alta abside corsa da lesene e adorna di due fasce di archetti, quella inferiore all’abside del braccio sinistro ornata da testine umane e animali. Sul fianco destro del braccio anteriore vi è un secondo portale romanico preceduto da un protiro, molto semplice.
La parte posteriore, dalle linee semplicissime, termina a pianta quadrata. All’incrocio dei bracci s’innalza, sul basso tamburo dodecagonale poggiante su una base quadrata, la slanciata cupola duecentesca, rifatta su quella precedente, si suppone, da Margaritone d’Arezzo nel 1270.

A destra della chiesa, isolato, sorge il tozzo campanile, ricordato dal 1314. All’interno della cattedrale a croce greca, troviamo tre navate divise da colonne romane adorne di capitelli bizantini; gli altari dei due bracci trasversali sono sopraelevati su cripte, mentre al centro si apre la cupola dodecagonale a costoloni. Nel pavimento, due fasce in marmo rosso di Verona delimitano i lati lunghi del tempio pagano e della basilica paleocristiana. Le navate mediane dei quattro bracci hanno soffitto coronato in legno dipinto risalente al secolo quindicesimo.