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Opera: Augusto capite velato

Copia di scultura

Augusto capite velato (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
48 cm in altezza, 33 cm in larghezza, 30 cm in profondità
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano

Originale

Data
I sec. d.C.
Periodo
Romano
Dimensioni
48 cm in altezza, 33 cm in larghezza, 30 cm in profondità
Materiale
marmo
Luogo
Ancona, Museo Archeologico Nazionale delle MarcheSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Fu di notevole bellezza e di aspetto estremamente attraente in tutte le età, sebbene trascurasse ogni ricercatezza; […] gioiva se qualcuno che egli aveva fissato insistentemente, abbassava il capo come dinanzi alla luce del Sole”, Svetonio.

Il ritratto letterario di Augusto delineato da Svetonio illustra in modo eloquente non solo la fisionomia e l’aspetto dell’imperatore, ma anche il suo carattere e la sua forte personalità.

Questa Testa di Augusto (alta 48 cm) apparteneva ad una statua intera andata perduta. L’opera rappresenta solo il volto di Augusto; l’originale in marmo, conservato al Museo Archeologico Nazionale delle Marche, venne alla luce nel 1863 nei pressi di Palazzo Ferretti ad Ancona e costituisce una rilevante testimonianza della prima epoca imperiale. L’imperatore è rappresentato con il capo coperto (capite velato) nell’atto di sacrificare agli dei come Pontefice Massimo. Il modellato del volto, le labbra sottili, gli occhi incavati, le rughe estese e l’espressione pensosa, mostrano Augusto in età piuttosto avanzata, corrispondente al periodo centrale o verso la fine del suo principato. La toga che probabilmente indossava, secondo una moda da lui stesso imposta a sostituzione del mantello, era bianca, ricca e drappeggiata, impegnativa da indossare, ma divenuta ormai un simbolo imprescindibile di purezza morale, indice di prestigio e dignità.

Numerosissime e diffuse in tutto l’impero sono le statue e i ritratti che riproducono le sembianze di Augusto, e gli studiosi hanno dedicato pazienti ricerche all’individuazione dei principali prototipi che hanno ispirato questa ragguardevole e complessa produzione ritrattistica. La tipologia di ritratto “capite velato”, vanta meno repliche rispetto ad altri, e costituisce il modello più tardo.

 

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero