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Opera: Venere al bagno o Italica

Copia di scultura

Venere al bagno o Italica (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
110 cm in altezza; versione ridotta
Tecnica
calco
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Ancona

Originale

Autore
Antonio Canova
Data
1812
Periodo
Neoclassico
Dimensioni
172 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Firenze, Galleria PittiSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo”. Antonio Canova

Questa Venere doveva essere una copia della celebre Venere Medici, ma Canova reinterpretò liberamente il soggetto. La statua originale, conservata presso la Galleria Pitti, misura circa 172 centimetri, mentre la copia ridotta in gesso esposta al Museo Omero è alta circa 110 centimetri.

La statua raffigura Venere appena uscita dal bagno.
La dea è in piedi, coperta da un drappo che scende fino a terra. La mano sinistra trattiene la stoffa sopra il seno destro, mentre il braccio destro è coperto. La parte posteriore del corpo è nuda, mentre quella anteriore è parzialmente nascosta dalle pieghe della stoffa. Il busto sporge leggermente in avanti, così come la gamba destra, come se Venere stesse compiendo un passo in avanti, appena uscita dall’acqua. Il capo è girato verso sinistra, mostrando all’osservatore un profilo regolare. Due lacci sottili trattengono i capelli ondulati e raccolti in una coda, da cui ricadono boccoli regolari. La figura raffigurata mentre compie un semplice gesto, appare sensuale e aggraziata.

La statua poggia su di un piedistallo rotondo che sembra invitare lo spettatore a girare intorno alla figura. Le sculture di Canova, infatti, non hanno mai un punto di vista privilegiato ed è necessario cambiare posizione per apprezzarne totalmente le forme.

Canova è considerato uno dei più grandi scultori neoclassici. Nelle sue opere si percepisce l’ammirazione e lo studio della statuaria antica, grazie alle sculture venute alla luce durante gli scavi archeologici. Canova riprende dalla classicità i soggetti, la perfezione e l’armonia formale, senza mai cadere però in una sterile imitazione.