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Opera: Testa di cavallo

Copia di scultura

Testa di cavallo

Copia

Dimensioni
57 cm in altezza, 70 cm in larghezza, 24 cm in profondità
Tecnica
calco
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Deposito

Originale

Data
XIX sec.
Periodo
Neoclassico
Dimensioni
57 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Si apre in una nuova finestra

Descrizione

L’opera, scolpita nel marmo, riproduce la testa di un cavallo in scala leggermente ridotta rispetto il vero, integrata al collo quasi a costituirne una base ideale. Risale ai primi anni del IX secolo, quando il Neoclassicismo era all’apice della sua parabola artistica.

Questa scultura, probabilmente un modello di riferimento per studi artistici visivi sull’animale, nella sua energica eleganza sembra mostrare i valori tanto desiderati e perseguiti dal movimento neoclassico: sorto nella seconda metà del XVIII sec., il complesso movimento dal carattere extraeuropeo operò per un profondo rinnovamento della cultura, in polemica contro le irregolatezze del tardobarocco, indicando nei modelli dell’arte antica i più alti valori formali ed etici di compostezza e armonia.

Anche grazie al sentimento della riscoperta, acceso dai rinvenimenti archeologici di Pompei ed Ercolano, torna dirompente l’interesse degli artisti verso la natura, quindi l’antico concetto di arte come mimesi: accanto ai temi ispirati alla storia o ad iconografie mitologiche, molti sono i ritratti equestri, modellati nel marmo o nel bronzo. Il cavallo è uno degli animali più ritratto e descritto dall’arte di tutti i periodi storici, in primis dagli artisti greci e romani, mirabile esempio di perfezione animale in natura.

Il modellato di questa opera è essenziale nel descrivere con estrema attenzione al dato naturalistico quella meravigliosa architettura formale che è il cavallo, qui rivolto all’area della testa: dal collo possente e gonfio alla base, ricco di piccole pieghe verso l’attaccatura alla testa e inclinato all’indietro, si erge la poderosa ed elegante testa tutta muscoli e vene affioranti, con mascelle serrate dal morso, narici allargate per maggior bisogno di ossigeno, occhi spalancati ed irrorati di pura adrenalina, criniera folta e mossa dall’agitarsi del potente animale, da sempre simbolo di eleganza e forza mascolina.

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero