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Opera: Ragazza con pappagallo

Scultura originale

Ragazza con pappagallo

Originale

Autore
Aron Demetz
Data
2000
Periodo
Contemporaneo
Dimensioni
215 cm in altezza
Tecnica
scultura, pittura
Materiale
legno di tiglio
Spazio
'900 e Contemporaneo

Descrizione

“Il luogo più importante dove si lavora un’opera è la propria testa: qui si elaborano le idee, si sviluppano i pensieri e nascono le forme”. Aron Demetz

“Ragazza con pappagallo” di Aron Demetz, come ci suggerisce il titolo, è una scultura realizzata nel 2000 e rappresenta una giovane ragazza con un pappagallo appoggiato sulla sua testa.
La giovane, in piedi, si trova in una posizione di dubbio e chiusura, con lo sguardo rivolto all’infinito. La scultura è in legno di tiglio, dipinta sulle leggere tonalità del giallo, ocra e dal marrone.

Su un piedistallo di circa 30 cm, si erge, a grandezza naturale, questo corpo di ragazza minuto, frontale e perfettamente proporzionato per un’altezza complessiva di 2,15 cm. Indossa un semplice vestito a maniche corte e collo tondeggiante che delinea il corpo lasciando scoperte le braccia e i piedi. La veste è lavorata in fondo alla schiena e sulla parte frontale, in basso, a produrre pieghe per dare movimento non solo all’abito, ma all’intera scultura. Le braccia appoggiate sulla pancia si tengono strette in gesto di chiusura: ogni mano, lunga e affusolata, tiene il gomito opposto. Il volto, liscio, levigato, di colore nocciola, denota la giovane età della ragazza. È un ovale dai lineamenti delicati, con un naso lineare e la bocca sottile e chiusa. Lunghi capelli marrone scuro, leggermente scalati, le cadono oltre le spalle. Gli occhi, ben aperti e colorati di verde-marrone sotto gli archi delle sopracciglia, fissano l’infinito. Il viso è leggermente girato a sinistra, mentre un pappagallo, sulla destra della testa, si sporge in avanti a sussurrarle qualcosa all’orecchio: ha infatti il becco aperto.

La superficie della scultura risulta piacevole, scorrevole e liscia al tatto, ma rivela in alcuni punti, come dietro i gomiti, la natura ruvida del legno di tiglio non perfettamente levigato.

Questa scultura appartiene agli esordi della ricerca espressiva di Aron Demetz, in cui lo scultore ama ritrarre giovani adolescenti, molto realistici e allo stesso tempo enigmatici, assorti nei dubbi delle loro stesse vite e inseriti in un alone di silenzio.
Lo scultore altoatesino (classe 1972) ha recuperato la tradizione dell’intaglio su legno tipica della sua zona di origine (Selva di Val Gardena), dove attualmente vive e lavora, riuscendo a far emergere da questa materia, antica come l’uomo, una straordinaria attualità. E l’Uomo è proprio al centro dell’indagine dello scultore che nel tempo ha sperimentato varie tecniche e lavorazioni del legno come la combustione controllata, il rivestimento con argento, resine, gesso, e anche l’utilizzo di una fresa per rendere la superficie “pelosa”.

Audio:

Link:

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero