Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi

Opera: Mercurio

Copia di scultura

Mercurio (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
180 cm in altezza, 57 cm in larghezza, 115 cm in profondità
Tecnica
calco al vero, patinatura
Materiale
resina
Spazio
Rinascimentale

Originale

Autore
Giambologna (Jean de Boulogne)
Data
1580
Periodo
Manierista
Dimensioni
180 cm in altezza
Materiale
bronzo
Luogo
https://collections.louvre.fr/en/ark:/53355/cl010091786Si apre in una nuova finestra

Descrizione

Una delle opere più celebri del suo autore, con i tipici attributi iconografici, cioè le ali sulle caviglie, il copricapo detto “pètaso” e il “caduceo”, la lunga asta con i serpenti, simbolo della protezione della medicina, uno degli attributi più caratteristici di Mercurio.

L’opera raffigura il Dio pagano Mercurio mentre, sospinto da un vento antropomorfo raffigurato sulla base dell’opera, si alza in volo eseguendo una posa plastica non convenzionale ed inedita.

La gamba sinistra del dio appare stesa verticalmente e leggermente flessa, elemento statico e portante il peso del corpo, quasi ad ammortizzare la spinta che Eolo esercita su di esso, mentre la gamba destra, elemento dinamico, è arretrata e piegata con il piede rivolto verso l’alto, ripetendo quasi la stessa posa dinamica del braccio destro, aperto ad arco e terminante con la mano dall’indice rivolto verso l’alto, forse ad indicare le divinità con le quali comunica e verso le quali il volo lo sta portando. Il braccio sinistro, secondo una logica inversa, è leggermente arretrato e quasi piegato ad angolo, mentre la mano sostiene il caduceo (assente in questo calco).

La testa, appena ruotata verso destra, è caratterizzata da un viso ovale e regolare, impersonale, dall’espressione vuota, incorniciato dalla capigliatura riccia e cinto dal petaso, il tipico copricapo dei viaggiatori, completo di alette, altro elemento iconografico tipico di Mercurio.

L’impianto formale dell’opera è caratterizzato dalla mirabile quanto innaturale torsione del corpo umano, caratteristica delle figure scultoree di Giambologna, che parte dal piede sinistro poggiante per terminare con la mano destra alzata verso il cielo: la figura appare snella nel suo snodarsi nello spazio, grazie anche alla superficie levigata e senza “fronzoli”.

La squisita ed artigianale fattura tecnica e la ricerca virtuosa ed artificiosa di una forma che superi la natura stessa, ponendosi quindi in antitesi con il sentimento classico, fanno di questa opera il manifesto dell’Arte di Maniera.