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Vico Magistretti

Proveniente da una famiglia di architetti, Ludovico Magistretti, soprannominato “Vico”, nasce nel 1920 a Milano. Nel 1939 studia architettura al Politecnico, per poi trasferirsi nel 1943 in Svizzera, dove segue alcuni corsi presso l’università di Losanna. Qui entra in contatto con Ernesto Nathan Rogers, fondatore dello studio BBPR, una figura che diventerà un prezioso riferimento per il giovane Vico.  

Architetto, designer e urbanista, Magistretti è noto come uno dei più importanti maestri del design italiano. La sua attività comprende ogni aspetto dell’abitare, l’architettura degli edifici, gli interni, gli arredi e gli oggetti. All’indomani della laurea, conseguita nel 1945 dopo il ritorno a Milano, ha inizio la sua carriera professionale, in concomitanza con l’inizio della ricostruzione post-bellica. Lavora inizialmente nello studio del padre in collaborazione con Paolo Chessa, per poi aprire un proprio studio.  

L’attenzione di Magistretti è rivolta principalmente all’obiettivo di ridare vita al capoluogo lombardo dopo le devastazioni del conflitto. Negli anni ‘50, progetta e realizza con altri architetti circa 14 interventi per il piano statale di ricostruzione INA Casa. A questo periodo risalgono inoltre alcuni significativi interventi nell’area di Milano, come la Torre al Parco in via Revere (1953-56), il palazzo per uffici in corso Europa (1955-57), il Golf Club a Carimate (1958-61).
Il tema dell’abitare e della casa monopolizza l’attività di Magistretti durante tutti gli anni ‘60. Ne sono solo alcuni esempi la Casa Bassetti ad Azzate (1960-62), la Casa Cassina a Carimate (1964-65), il Municipio di Cusano Milanino (1966-69), la Casa San Marco a Milano (1969). 

Durante l’intera carriera, Magistretti non realizza mai disegni tecnici, ma schizzi capaci di esprimere un’idea. Ritiene che alcune idee siano così semplici da poter essere comunicate per telefono. Questa sua attenzione alla semplicità si traduce in una gamma di creazioni destinate a rendere il design alla portata di tutti: a interessarlo è la produzione di oggetti in ampia serie, non l’unicità di un pezzo. Nel suo metodo di lavoro, inoltre, riveste centralità il dialogo e il confronto con i produttori finalizzato a uno scambio di opinioni sulla realizzazione degli oggetti. 

Alla fine degli anni ‘60, quindi, ha inizio la sua collaborazione con importanti aziende italiane emergenti e afffermate e l’attività di designer si affianca sempre più a quella di architetto. Lampade, sedie, letti, tavoli, librerie, cucine rientrano nella vasta attività creativa di Magistretti. Il primo prodotto di successo disegnato è la sedia Carimate del 1959, messa in produzione da Cassina e ideata per arredare il citato Golf Club. Per la stessa azienda realizza diversi altri prodotti, tra cui il divano Maralunga (1973) e la libreria Nuvola rossa (1978). Per Artemide, Magistretti firma le lampade Mania (1963), Dalù (1966), Eclisse (1967, premio Compasso d’oro nello stesso anno) e Chimera (1969), nonché la sedia Selene (1969). A dimostrare il suo interesse per il design della luce sono anche i progetti realizzati in qualità di art director e designer di Oluce, come le lampade Snow (1974) e Atollo (1977, premio Compasso d’oro 1979). 

Alla fine degli anni ‘70, Magistretti comincia a esercitare l’insegnamento al Royal College of Art di Londra, di cui diviene membro onorario nel 1983. Tiene lezioni e conferenze anche in Italia e in altri paesi del mondo.
Nei decenni successivi sono pochi i progetti di architettura, mentre nel settore del design sono numerosi gli oggetti che realizza e che entrano in produzione. Ne sono esempi Nathalie, il primo letto completamente imbottito, creato nel 1978 per Flou; la chaise-longue Sindbad (1981) per Cassina; la sedia Maui (1996) per Kartell, degna erede della precedente Selene in termini di successo internazionale. 

A Magistretti sono state dedicate grandi mostre e le sue creazioni sono oggi esposte in molti musei in Europa e in America, come il MoMA di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra. Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti: medaglie d’oro e Gran Premi in diverse edizioni della Triennale di Milano, il Compasso d’oro (1967, 1979 e un premio alla carriera nel 1995), la medaglia d’oro “Apostolo del design” (1997). 

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2006, lo studio di Magistretti è stato convertito in un museo dedicato allo studio e alla divulgazione del suo lavoro ed è oggi sede della Fondazione Vico Magistretti. 

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