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Leonardo Nobili

Leonardo Nobili nasce a Montelabbate (Pesaro), dove vive e lavora. Inizia a realizzare i suoi primi lavori manuali negli ultimi anni dell’infanzia, tra le mura di un collegio di Pesaro. Le sue doti artistiche lo inducono a iscriversi all’istituto d’arte, senza terminare gli studi per motivi familiari. A fine anni ‘60 e a inizio anni ‘70 inizia a dedicarsi all’arte dipingendo ad olio paesaggi della sua terra, nature morte, ritratti, cercando di trasformare la realtà per rendere forte il suo aspetto più misterioso e surreale. Durante gli anni ‘70 viaggia per lavoro e trascorre il tempo libero visitando musei e gallerie d’arte: questo gli permette di approfondire le conoscenze di storia dell’arte e di rivoluzionare la sua attività artistica.

All’inizio degli anni ‘80, Nobili comincia a essere attratto dagli oggetti, dai muri e dai graffiti delle città, raccoglie nelle discariche vetri frantumati, rottami, lamiere, tutti elementi caduti in disuso. Elimina man mano l’attenzione iniziale al realismo e diventa sempre più sintetico, dando maggiore spazio a zone di astrazione e di colore. In lui emerge sempre più l’esigenza di sperimentare i materiali, di rimuoverli dall’usa e getta praticato dall’uomo per farli rivivere in un contesto artistico. Partendo sempre dalla realtà e dagli oggetti, Nobili abbandona progressivamente la figurazione per muoversi verso nuove forme e contenuti, scegliendo un processo di trasformazione che lo porta all’astrazione.

Nel 1986 si tiene a Pesaro la sua prima mostra ufficiale. Nel corso del decennio, inoltre, frequenta i corsi d’incisione e di litografia all’Accademia Raffaello di Urbino, dove ha modo di confrontarsi e conoscere artisti di varie nazionalità. Sono anni in cui il lavoro di Nobili subisce una continua trasformazione: nel 1987-88 fa allargare il suo studio, passa all’utilizzo di pannelli di grandi dimensioni e li posa sul pavimento. Questo gli permette di controllare il quadro dall’alto, entrarci dentro, lavorare girandoci attorno e di instaurare un rapporto più diretto con i materiali.

Gli anni ‘90 sono un periodo molto fertile per Nobili, sotto il profilo sia culturale che creativo: l’artista avverte l’esigenza di viaggiare, fare nuove esperienze, rinnovarsi e confrontarsi. I suoi numerosi viaggi a Parigi, Monaco e soprattutto negli Stati Uniti incidono profondamente sulla sua personalità, proiettandolo in una dimensione internazionale. Durante un lungo soggiorno a New York conosce fotografi, scultori, pittori, visita musei e gallerie d’arte, fotografa e filma nuovi paesaggi e situazioni metropolitane. La curiosità e l’ansia di creare lo spingono a sperimentare tutti i linguaggi artistici: pittura, scultura, fotografia, filmografia, video, documentari, performance.

Espone alla Rocca Paolina nel 1994 su invito del Comune di Perugia e nel 1996 al Palazzo Ducale di Gubbio. Nel 2009, il Comune di Montelabbate dedica a Nobili uno spazio d’arte permanente nel Palazzo comunale, lo “Spazio Nobili”. In occasione della Biennale di Venezia del 2011, realizza la performance “Rifiuti Umani”. Nel 2017, al Palazzo Ducale di Urbino, è allestita la personale intitolata “Ri-Nascita”.

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