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Opera: Apollo Strangford

Copia di scultura

Apollo Strangford (copia in gesso)

Copia

Dimensioni
101 cm in altezza, 39 cm in larghezza, 27 cm in profondità
Tecnica
calco al vero
Materiale
gesso alabastrino
Spazio
Greco e Romano

Originale

Data
500 - 490 a.C.
Periodo
Greco
Dimensioni
101 cm in altezza
Materiale
marmo
Luogo
Londra, The British MuseumSi apre in una nuova finestra

Descrizione

“L’artista arcaico parla un linguaggio oggettivo e semplice, costruisce le sue figure con la chiarezza ed il distacco con i quali un architetto eseguirebbe un progetto di costruzione”.
Ranuccio Bianchi Bandinelli

Al Museo Omero è conservata una copia da calco al vero in gesso dell’Apollo Strangford, tratta da un originale in marmo pario.
La statua, alta un metro, raffigura un kouros, termine che in Greco significa “giovane” e che indica anche un tipo di produzione scultorea tipica dell’età arcaica.
Questo kouros fu scolpito tra il 500 e il 490 a. C. nelle isole Cicladi e rappresenta, seguendo l’iconografia tradizionale, un giovane nudo, in posa eretta, nell’atto di accennare un passo in avanti. La parte sotto al ginocchio delle gambe e le braccia, dai bicipiti, sono assenti.
Il ragazzo è rappresentato frontalmente, con la gamba sinistra leggermente avanzata rispetto alla destra. La muscolatura dell’addome e dei pettorali, benché schematica, è caratterizzata già da un certo naturalismo anatomico, a differenza dei primi kouros che mostravano un corpo irrigidito e piatto e una muscolatura appena accennata da linee incise.
La testa, eretta, è contraddistinta da ordinati capelli corti: due archi di piccoli ricci a forma di spirale circonda la fronte; il resto dei capelli, stretti da un nastro intorno al capo, disegna sottili linee ondulate verso la sommità.
Il volto è squadrato con arcate sopraciliari accentuate, gli occhi aperti guardano avanti, le sottili labbra disegnano una linea diritta. Tra il 500 e 490 a.C. l’enigmatico sorriso convenzionale che aveva caratterizzato la produzione dei kouros più antichi, fu sostituito da un’espressione solenne, ai limiti dell’inespressività. L’estremità del naso, la parte destra del mento e qualche ricciolo sono abrasi.
Il kouros era un tipo di statua votiva che, sotto le sembianze di una figura maschile nuda, poteva rappresentare una divinità pagana, un devoto offerente o un defunto. Tali statue potevano essere di grandi o piccole dimensioni, come in questo caso. Queste figure erano sempre contraddistinte da un’anatomia convenzionale, basata su rigidi criteri geometrici. La postura era perfettamente frontale, ogni parte del corpo era scolpita con chiarezza ed essenzialità, con le poche articolazioni definite in maniera netta e schematica.
Questo giovane viene identificato come il dio delle arti Apollo, che tra i suoi appellativi aveva appunto quello di kourus; Strangford, deriva dal nome di un suo proprietario, il Sesto Visconte Strangford (1780-1855). L’originale è conservato presso il British Museum di Londra.

 

foto: archivio Museo Tattile Statale Omero