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Giuseppe Rito

Giuseppe Rito nasce a Dinami, nel vibonese, nel 1907. Studia presso la Scuola d’arte e mestieri di Vibo Valentia e continua la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove segue i corsi di Francesco Jerace, scultore di Polistena, e impara la tecnica della fusione in bronzo presso la fonderia Chiurazzi.
Si trasferisce a Milano, dove espone nel 1937 alla VIII Mostra Sindacale e nel 1938 alla Galleria Pesaro, spazio d’eccellenza della Milano artistica degli anni Dieci-Trenta.

Nell’immediato dopoguerra si trasferisce a Catanzaro, avendo avuto in concessione un piccolo studio nel Tribunale per il quale nel 1945 realizza il gruppo scultoreo “Giustizia e Libertà”, posto all’ingresso del Palazzo della Giustizia. A quest’ opera seguono altri incarichi pubblici a Catanzaro: una delle sue opere più note è il “Cavatore”, immagine forte e simbolica del lavoro dell’uomo, eseguita fra il 1951 e il 1954.

Per i suoi lavori preferisce la terracotta e lascia al bronzo solo le grandi composizioni. Nel 1954 inizia la sperimentazione della scultura rigata che caratterizzerà la produzione degli ultimi dieci anni di attività artistica.
Nel 1956 viene invitato alla Biennale di Venezia, alla quale partecipa con due sculture. Oltre a mostre nazionali, tiene anche due personali in Francia, nel 1959 a Vichy e nel 1960 a Parigi. Nel 1961 inaugura la sua ultima personale a Roma alla Galleria Les Jardin des Arts.

Muore a Dinami nel 1963.

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